“La storia della tenebra straziante che stanno sperimentando tanti malati, le loro famiglie e coloro che li curano, la nostra Nazione che conta i suoi morti e il mondo intero, è vista da Dio, è sotto il Suo sguardo. E mentre ci sentiamo abbandonati, soli, con tanta difficoltà a vivere e a sperare, vogliamo lasciarci avvolgere da questo sguardo. Uno sguardo che oggi il Vangelo ci invita a cogliere come sanante”.
Il Santo Sepolcro resta aperto ma i fedeli sono tenuti ad osservare le seguenti disposizioni: “astenersi da qualsiasi raduno di più di 10 persone nello stesso luogo e allo stesso tempo nella Basilica; mantenere una distanza minima di 2 metri tra ogni persona; evitare qualsiasi atto di devozione che potrebbe includere il contatto fisico come toccare e baciare le pietre, toccare icone, paramenti e il personale nella Basilica: rispettare sempre le istruzioni delle autorità”.
Forze Armate in campo contro il Coronavirus. Lo sono sin dai primi giorni dell'emergenza. Con numeri importanti e con incarichi di servizio spesso umanamente gravosi, come il trasporto delle salme dagli ospedali verso i forni per la cremazione. Dell'impegno dei militari nell'azione di contrasto al Coronavirus ne abbiamo parlato con l'arcivescovo castrense, mons. Santo Marcianò
Morti e contagi, cancellati tutti i pellegrinaggi, luoghi di culto chiusi, economia in crisi: israeliani e palestinesi si trovano dallo stesso lato della barricata per combattere il coronavirus. Le parole del Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, "é il momento del pellegrinaggio della preghiera incessante". Colletta del Venerdì Santo e celebrazioni al Sepolcro tutte da definire
“Davanti a questo drago che è oggi il Coronavirus vogliamo esprimere all’Italia tutta la nostra amicizia e comunione ecclesiale che si fa preghiera incessante. Siamo uniti a tutto il popolo italiano". Da Baghdad il card. Louis Raphael Sako conferma al Sir l'adesione della Chiesa caldea al Rosario promosso dalla Cei, questa sera alle 21. E rivela: "con noi a pregare anche tanti musulmani"
In una Betlemme "zona rossa", a lottare in prima linea contro il Coronavirus è il Caritas baby Hospital, l'unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Scelto dal Ministero della Sanità palestinese come uno dei laboratori certificati per i test diagnostici, nel nosocomio prestano da oltre 40 anni le suore terziarie francescane elisabettine di Padova. La testimonianza di suor Lucia Corradin
Oggi, 15 marzo, la Siria entra ufficialmente nel suo decimo anno di guerra. Il Sir ha intervistato il card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria per tracciare un bilancio di questo decennio di conflitto che ha provocato oltre mezzo milione di morti e milioni di sfollati. La più grande crisi umanitaria dopo la Seconda Guerra Mondiale
Scoppiata il 15 marzo del 2011, la guerra in Siria entra nel suo decimo anno di vita, lasciandosi dietro più di mezzo milione di morti, circa 7 milioni di sfollati interni e quasi altrettanti nei Paesi limitrofi, soprattutto in Turchia, Libano, Giordania, Egitto e Iraq. Dopo tanti anni di guerra è possibile parlare di pace e di ricostruzione? Lo abbiamo chiesto a Edoardo Tagliani, direttore dei programmi in Medio Oriente della Fondazione Avsi