Suor Bridget Tighe, direttrice generale di Caritas Jerusalem, fa il punto della situazione a Gaza e nei Territori Palestinesi. "I palestinesi - dice - stanno perdendo la speranza. Crescono covando rabbia". L'impegno della Caritas per aiutare la popolazione della Striscia e in Cisgiordania. Ma ci sono semi di speranza nascente in altre zone del Medio Oriente: le piazze di Baghdad e di Beirut
Studiare senza nessuna prospettiva, sognando solo di andare via. Lasciarsi dietro un conflitto infinito ma anche gli affetti e la famiglia. Dalla visita dei vescovi dell'Hlc a Gaza è emersa tutta la frustrazione dei giovani della Striscia ma anche l'impegno della Chiesa perché crescano e vivano con dignità nella terra dove sono nati
Libano sull'orlo di una gravissima crisi economica. Testimonianze da Beirut raccontano di gente in file ai bancomat, nelle banche per prelevare il denaro, di aziende che chiudono battenti, di servizi di base mancanti. Il tutto accompagnato da una impasse politica che priva il Paese di un Governo e da venti di guerra che scuotono tutto il Medio Oriente. Il presidente di Caritas Libano, padre Paul Karam: "Il Libano ha bisogno di aiuto"
“Promuovere il dialogo e la pace in Terra Santa”: è questo il tema dell’annuale pellegrinaggio dei vescovi del Coordinamento della Terra Santa (Hlc) che si svilupperà tra Gaza, Ramallah e Gerusalemme Est dall’11 al 16 gennaio. Per l'Italia sarà presente mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto. Il Sir lo ha intervistato
L'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani all'aeroporto internazionale di Baghdad nel corso di un attacco con droni, ordinato dal presidente americano Donald Trump è “un atto di guerra che avrà serie ripercussioni in tutta l’area mediorientale e che coinvolgerà sia Israele, quale potenziale target di vendetta iraniana che tutta la comunità internazionale, Europa in testa. Quest’ultima priva di qualsiasi strumento sia diplomatico che militare utile a contare qualcosa”.
Con l'impegno diretto di Russia e Turchia, al fianco rispettivamente del generale Haftar e del premier al-Serraj, si complica la crisi in Libia. Ne parliamo con Michela Mercuri, docente di Geopolitica, autrice del saggio “Incognita Libia”
Nell'omelia della Messa di Mezzanotte, a Betlemme, mons. Pierbattista Pizzaballa ha esortato tutti ad assumere lo "stile di Betlemme", lo stile di Gesù, che significa "sentire nel proprio cuore e nella propria carne, il destino di ogni uomo, a cominciare dal povero, da chi è rifiutato e abbandonato".
A Qamishli, nel nord-est al confine con la Turchia e vicino all'Iraq, la comunità cristiana locale si prepara a vivere il Natale tra speranza e paura di nuovi attentati dell'Isis. Il ricordo di padre Ibrahim (Hovsep) Hanna, parroco armeno-cattolico di san Giuseppe, ucciso poco più di un mese fa, dall'Isis. "Non cambieremo i nostri programmi - dice padre Antonio Ayvazian, vicario episcopale della comunità armeno-cattolica - non possiamo avere paura se Dio è con noi".
Le 210 famiglie cristiane dei tre villaggi dell'Oronte, nella zona di Idlib, nord della Siria, controllata dal fronte jihadista Hayat Tahrir al-Sham, filo Al-Qaeda, vivranno un Natale privo di luci e di colori. Costretti a stare dentro la loro chiesa priva di croce perché a loro è vietato mostrare simboli religiosi. La testimonianza del loro parroco, padre Hanna Jallouf.