Aleppo, città martire della guerra in Siria, oggi è, in vaste zone, ridotta a un cumulo di macerie. Ma c'è chi esorta a non perdere la speranza e si impegna a dare aiuto concreto a coloro che vogliono ricominciare a vivere. La testimonianza dell'arcivescovo greco-cattolico, mons. Jean-Clement Jeanbart: "la sfida è la ricostruzione della persona, corpo, mente e spirito e del suo senso di appartenenza alla comunità”.
Ad Aleppo Est, un tempo occupata da Al Nusra, dove Binan, psicologa, e Elia, regista teatrale, provano a dare "un nome e un futuro" ai bambini orfani vulnerabili e ai cosiddetti "figli dell'Isis" che nessuno vuole. Centinaia di piccoli, con le loro madri, arrivano ogni giorno nei due centri di assistenza, promossi dai francescani in collaborazione con il Mufti locale. La testimonianza di Binan: "la guerra sta provocando casi clinici e patologie che non si leggono sui libri scientifici. Non c’è bambino ad Aleppo che non abbia bisogno di aiuto e sostegno psicologico”. Il ruolo dell'arte nel recupero dei più piccoli e delle loro famiglie.
Nella ripetizione del voto per eleggere il nuovo sindaco di Istanbul vince di nuovo il candidato dell'opposizione, Ekrem İmamoğlu, che distanzia di ben 800 mila voti il suo avversario Binali Yıldırım, candidato dell'Akp, il partito del presidente Erdoğan. Dopo un quarto di secolo Istanbul, città simbolo della Turchia, sarà governata dall’opposizione. Ne abbiamo parlato con l'esperto Alberto Gasparetto, autore della monografia “La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente. Iran, Iraq, Israele e Siria”.
Tra i quartieri distrutti di Homs, nella parte vecchia della città, c'è la casa dei Gesuiti. Qui il 7 aprile di cinque anni fu assassinato a sangue freddo padre Frans van der Lugt che pagò con la vita il suo impegno per i più emarginati e le sue denunce contro la mancanza di cibo, medicinali e aiuti per la popolazione assediata. L'opera di padre Frans continua oggi grazie a una piccola comunità di gesuiti. A poche centinaia di metri due suore del Sacro Cuore portano avanti la loro missione tra gli anziani abbandonati e rimasti soli a causa della guerra. Germogli di speranza tra le macerie...
Viaggio a Maaloula, roccaforte cristiana dove si parla ancora l’aramaico, la lingua di Gesù Cristo. Il villaggio fu conquistato dai terroristi di Al Nusra (settembre 2013) che profanarono e saccheggiarono chiese, santuari antichi e incendiarono case. La maggior parte dei suoi abitanti fu costretta alla fuga. Oggi dopo 5 anni il villaggio prova a rialzare la testa. Le testimonianze del parroco melkita e dell'archimandrita ortodosso.
Una guerra combattuta con le armi della tenerezza e della fragilità: sono i ragazzi di "Al Safina" di Damasco, una delle tante comunità sparse nel mondo de L’Arche, la grande famiglia di accoglienza di disabili, fondata da Jean Vanier. A dispetto della loro vulnerabilità hanno aperto le porte della loro casa nella città vecchia della capitale siriana e durante la guerra hanno accolto tanti sfollati disabili e poveri delle aree rurali e aiutato la Caritas. Oggi a colpi di tenerezza e di amore ricostruiscono la Siria, partendo dai cuori degli ultimi.
Una guerra combattuta con le armi della tenerezza e della fragilità: sono i ragazzi di "Al Safina" di Damasco, una delle tante comunità sparse nel mondo de L’Arche, la grande famiglia di accoglienza di disabili, fondata da Jean Vanier. A dispetto della loro vulnerabilità hanno aperto le porte della loro casa nella città vecchia della capitale siriana e durante la guerra hanno accolto tanti sfollati disabili e poveri delle aree rurali e aiutato la Caritas. Oggi a colpi di tenerezza e di amore ricostruiscono la Siria, partendo dai cuori degli ultimi.
“La Siria oggi è come il viandante picchiato e derubato della parabola del Buon Samaritano. La Siria assalita dai ladroni – i cui nomi e cognomi sono stati menzionati nella comunità internazionale – lasciata mezza morta sul ciglio della strada e soccorsa dai buoni samaritani, un certo numero dei quali aggrediti e uccisi dagli stessi ladroni". Il Calvario della Siria nelle parole del nunzio apostolico, il card. Mario Zenari, che questa mattina a Roma ha presentato la seconda fase del suo progetto "Ospedali aperti", realizzato con Avsi. L'incontro è stato l'occasione per fare il punto sulla guerra con il cardinale
La storia di Nahel Al Halabi, compositore e direttore d’orchestra di Damasco, esule a Mantova. Con la Diocesi locale, il Comune e l'Unhcr, Nahel ha promosso il progetto "Amata Siria", nato per raccontare in musica il dolore della sua terra piegata da una lunga guerra che sembra essere stata dimenticata