"Siamo tutti impotenti di fronte a questa continua escalation di odio" dice al Sir il patriarca di Gerusalemme, card. Pizzaballa che ammette: "Sarà una Pasqua certamente difficile, di basso profilo, ci saranno pochissimi pellegrini, o forse non ci saranno proprio. Comunque - ribadisce - faremo la Pasqua perché anche noi vogliamo celebrare questo passaggio dalla morte alla vita. Oggi è più necessario che mai"
“Alzare lo sguardo per vedere i segni del Risorto” e per “imparare a riconoscere i segni della sua presenza, i modi con cui Egli viene nella nostra storia” soprattutto in questi “giorni terribili che stiamo vivendo che ci hanno chiuso ogni strada, cancellato il futuro”.
Oggi, Venerdì Santo, la Chiesa universale è impegnata nella Colletta per la Terra Santa, “un modo", spiega al Sir padre Patton, Custode di Terra Santa, di partecipare alle sofferenze della comunità cristiana della Terra Santa e di venire incontro ai bisogni della Chiesa di Gerusalemme in questo momento di grande difficoltà”. L'anno scorso raccolti oltre 6,5 milioni di euro. È intenzione di Papa Francesco finanziare, con la Colletta 2024, un progetto umanitario in Gaza o Cisgiordania
Nella Settimana in cui Gerusalemme torna ad essere il centro delle celebrazioni pasquali, è di particolare attualità un intervento su "pellegrinaggi e archeologia" della docente universitaria (La Sapienza di Roma) e archeologa Francesca Romana Stasolla, responsabile dello scavo nella basilica del Santo Sepolcro nella città santa, tenuto ad un convegno promosso dall’Ufficio nazionale israeliano del Turismo e dal Coordinamento nazionale pellegrinaggi italiani, con a tema la storia e l’archeologia di Israele.
"La chiesa di Terra Santa sta vivendo un prolungato Venerdì Santo, quasi schiacciata dal peso della Croce. Ma non sarà un Venerdì Santo eterno. Prima o poi finirà e il sole di Pasqua sorgerà anche per la chiesa di Gerusalemme": lo dice il Custode di Terra Santa, padre Patton. Questa Pasqua è anche occasione per “dare senso alla sofferenza di quei milioni di cristiani nel mondo ai quali nessuno da voce". La testimonianza dei cristiani di Gaza
Un pensiero a Gerusalemme, ai fratelli e alle sorelle di Gaza e ai pellegrini: a rivolgerlo da Gerusalemme, è stato il patriarca latino, card. Pierbattista Pizzaballa, al termine della Processione delle Palme che, oggi pomeriggio, ha attraversato la Città Santa dal santuario di Betfage, in cima al monte degli Ulivi, fino alla chiesa di Sant’Anna, presso la porta dei Leoni.
La Domenica delle Palme nella parrocchia cattolica di Gaza, tra preghiere per la pace e richieste di aiuto. Una sola certezza tra le macerie: "restare aggrappati a Gesù Risorto". La testimonianza di suor Nabila Saleh al Sir
Pochi permessi ai cristiani della Cisgiordania e pellegrini assenti. Ad animare la processione delle Palme ieri a Gerusalemme i lavoratori stranieri e i religiosi, frati e suore. Un misto di tristezza e di gioia. "Gerusalemme quest'anno non ha avuto la presenza della gente che acclama agitando rami di palma, che canta insieme inni di gioia. Non può esserci gioia piena quando a pochi o a tanti chilometri di distanza manca il rispetto della vita", dice al Sir padre Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa.