Domani pomeriggio, da Betfage partirà la processione delle Palme ma senza pellegrini a causa della guerra a Gaza. Israele ha concesso pochi permessi ai cristiani locali che non potranno partecipare in gran numero, come negli anni scorsi, ai riti pasquali. Il clima non è quello della festa. Il custode di Terra Santa avverte: "Attenti a non cadere nella tentazione di contarci. Non è il numero a dare significato alla celebrazione"
"La situazione continua a essere gravissima e peggiora di ora in ora. I nostri cristiani hanno fede e speranza nell'Essenziale, in Gesù Cristo. Stanno vivendo da mesi un Calvario senza tregua. Come il resto della popolazione della Striscia, sentono sulle loro spalle una grande illusione e una grande delusione: non riuscire a vedere un orizzonte di pace, la fine della violenza e della morte. Questo conflitto ha già portato via più di 32.000 morti, 12mila dei quali bambini. Le stime parlano di almeno 8mila persone ancora sotto le macerie". A parlare è padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica di Gaza
Oggi, 15 marzo, ricorre il 13° anniversario dello scoppio della guerra in Siria. Il Sir ha raccolto la testimonianza di mons. Hanna Jallouf, francescano della Custodia di Terra Santa, vicario apostolico di Aleppo, che denuncia: "Nessuno parla più della Siria. Offuscata da altri conflitti, a Gaza e in Ucraina, sembra scomparsa dalle agende diplomatiche e anche dai notiziari e dalle pagine dei giornali. Ma qui la gente continua a morire e a soffrire"
“Dopo 160 giorni la Terra Santa, sconvolta dalla violenza, non vede una possibile soluzione alla guerra in corso. Oggi, primo venerdì di preghiera del Ramadan, iniziato lunedì scorso, a Gerusalemme, la città Santa per le tre religioni monoteiste, il clima è teso. Forti le restrizioni imposte da Israele: gli uomini che hanno meno di 55 anni e le donne che hanno meno di 50 anni non possono arrivare fino alla Spianata delle Moschee per pregare”.
Oggi 15 marzo, la guerra in Siria entra nel suo 14° anno. “Il conflitto, scoppiato nel marzo 2011, – scrive in una nota Caritas Italiana – ha gettato oltre 16,7 milioni di persone in stato di bisogno, il numero più alto di sempre dall’inizio della guerra. 7,5 milioni sono minori; 7,2 milioni gli sfollati interni, sui quali si è abbattuto anche il violento terremoto del 6 febbraio 2023.
“Le restrizioni ci sono sempre state, già prima della guerra. Sappiamo che Israele sta preparando il check point di Betlemme per il passaggio dei fedeli musulmani che vogliono andare a Gerusalemme, alla Spianata delle Moschee, a pregare durante il Ramadan. Adesso saranno più rigide e probabilmente riguarderanno solo i palestinesi sotto i 55 anni. Agli altri Israele non impedirà l’accesso alla Spianata. Non lo farà”.
È atterrato, nella prima serata di ieri, all’aeroporto militare di Roma Ciampino, un C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo 45 persone provenienti da Gaza, di cui 14 bambini e 8 adulti bisognosi di cure mediche, 22 accompagnatori, che vanno ad aggiungersi alle 111 già arrivate in precedenza.
"Gaza, un girone dantesco dove la popolazione si muove tra cumuli di macerie, montagne di spazzatura, fogne rotte che sversano liquami ovunque e miasmi che salgono dai corpi rimasti sotto le macerie": la testimonianza resa al Sir del parroco della Striscia, padre Romanelli.
Qual è il ruolo delle donne in un contesto di guerra? A dare la sua testimonianza è una psicologa di 73 anni, sopravvissuta alla strage perpetrata il 7 ottobre scorso da Hamas nel kibbutz di Be'eri, dove suo marito Yoram è stato ucciso