Daniele Rocchi

Daniele Rocchi

Cristiani in Medio Oriente. Card. Sako (patriarca): “Siano ascoltati e rispettati”

“Essere ascoltati e rispettati”: non ha dubbi il patriarca caldeo di Baghdad, il card. Louis Raphael Sako. Dieci anni dopo la promulgazione dell’Esortazione postsinodale Ecclesia in Medio Oriente (Emo), “i cristiani del Medio Oriente non possono essere considerati ‘cittadini di serie B’. Vanno aiutati a restare nei loro Paesi e non ad emigrare”. A Nicosia (Cipro) dove partecipa al simposio sul decennale della Esortazione, il patriarca caldeo parla al Sir delle sfide, minacce e prospettive dei cristiani della regione

Simposio Ecclesia in Medio Oriente: mons. Gugerotti (Chiese orientali) ai cristiani mediorientali “rendiamo omaggio ai vostri sforzi eroici”

“Noi occidentali abbiamo pesanti responsabilità nella destabilizzazione delle condizioni del Medio Oriente con la nostra tendenza a esportare la nostra cultura e a chiedere ai suoi popoli di conformare le loro vite a questa. Come cattolici occidentali ci scusiamo per aver supportato questa visione miope. Rendiamo omaggio ai vostri sforzi eroici di essere testimoni della nostra comune fede nelle difficoltà di ogni tipo”. 

Terra Santa: sputi di ebrei contro i cristiani. Schutz (amb. Israele presso Santa Sede), “non accettiamo atteggiamenti razzisti. Tolleranza zero”

“Come ebrei chiediamo giustamente agli altri di combattere l’antisemitismo. Non possiamo e non dobbiamo accettare simili atteggiamenti razzisti da parte degli ebrei. Tolleranza zero”: dura presa di posizione dell’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Raphael Schutz, contro alcuni video, pervenuti al Sir da fonti ecclesiali della Città Santa, che mostrano ebrei ultraortodossi sputare, in segno di disprezzo, a terra vicino a religiose cristiane e contro un gruppo di pellegrini intenti a celebrare la Via Crucis lungo la Via Dolorosa a Gerusalemme. In questo caso si vede un ebreo sputare verso il gruppo sotto gli occhi della Polizia israeliana che non fa nulla per impedire il gesto.

Pasqua in Siria. P. Jallouf (Idlib): “Sogno di suonare le campane a festa per un giorno intero”

La Pasqua dei cristiani del villaggio di Knaye (Siria), segnata dalla guerra e distrutto dal terremoto del 6 febbrai. Riti celebrati senza poter suonare le campane, senza uscire dalla parrocchia, ma nella certezza che il Sepolcro è vuoto. La testimonianza del parroco, padre Jallouf. Il suo cordoglio per la morte del giovane italiano ucciso nell'attentato di Tel Aviv, in Israele

Veglia Pasquale a Gerusalemme: Pizzaballa (patriarca), “morte sconfitta, l’umanità riparte in cammino verso la vita”

“Stare, senza fuggire, nel luogo della morte – il sepolcro – sul luogo del fallimento, dell’impossibilità della vita” è “la condizione che rende possibile la nuova nascita, la vita nuova” che viene dalla Resurrezione di Gesù: ruota intorno a questa riflessione l’omelia della Veglia di Pasqua che si è celebrata questa mattina, alla basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, presieduta dal patriarca latino Pierbattista Pizzaballa. 

Sabato Santo in Siria. P. Girgis (Aleppo): “Nell’attesa della Resurrezione per ricominciare a vivere e a sperare”

La Pasqua in Siria, dopo 13 anni di guerra e il devastante sisma del 6 febbraio scorso. A raccontarla al Sir è l'amministratore apostolico di Aleppo, il francescano Raimondo Girgis: "questa Pasqua è anche un inno di grazie a Dio che ci ha salvati dalla morte. Non ci facciamo intimorire dalla morte. La Pasqua ci ricorda che siamo i figli della Luce”. E allora chiese agibili aperte, riti pasquali confermati, confessioni e preghiere come tradizione. Nonostante le scosse che continuano