L'8 gennaio la comunità cattolica iraniana-afgana di Vienna celebrerà l'Epifania. Una festa molto sentita tra questi fedeli, tutti rifugiati convertiti alla fede cristiana dopo aver vissuto l’esperienza di accoglienza gratuita e disinteressata con le comunità cristiane del paese di arrivo, l'Austria e di transito, la Grecia, durante la rotta balcanica. Secondo la tradizione biblica i Re Magi provenivano dall’Oriente
“Siamo invitati a partecipare attivamente non solo alla vita della Chiesa, ciascuno secondo i suoi doni e la sua vocazione, ma anche a quella della nostra società. Non vogliamo essere protetti e messi sotto una campana di vetro, ma essere parte integrante della vita civile e religiosa di questa nostra società”.
Un anno il terremoto in Croazia. Il ricordo del vescovo della diocesi di Sisak, la più colpita del Paese, mons. Kosic. L'impegno della diocesi nel dare un tetto alle famiglie numerose: "Non vogliamo che vadano via. Le aiutiamo a restare"
“Da 11 anni, da 11 Natali, da 11 messaggi natalizi Urbi et Orbi, la Siria apre la lista dei Paesi segnati dalla guerra e dalla crisi, dilaniati da conflitti e tensioni". Il card. Mario Zenari, al Sir, commenta il messaggio natalizio Urbi et Orbi di Papa Francesco
Celebrata a Betlemme la Messa di Mezzanotte. Dalla città natale di Gesù il patriarca latino Pizzaballa ha ricordato che "per vivere il Natale è necessario udire la voce di Dio". Per questo "abbiamo bisogno di testimoni credibili per ritrovare la via che porta a Betlemme". Un pensiero dedicato alla Palestina, alla Giordania, a Gaza e a Israele, dove "non mancano voci di persone, movimenti, associazioni impegnate nella promozione della coesistenza, del rispetto e dell’accoglienza reciproche”.
Nella Siria in guerra da oltre 10 anni c'è una piccola comunità cristiana che si appresta a vivere il Natale. Si tratta dei fedeli dei tre villaggi ‘cristiani’ di Knayeh e Yacobieh e Gidaideh, nella provincia di Idlib, vicino al confine turco nella Siria occidentale, l’unica area controllata dai gruppi jihadisti oppositori al regime del presidente Assad. Guidati dal parroco, padre Hanna Jallouf, si ritroveranno nella loro chiesa priva di luci, di croci e di campane per festeggiare la nascita di Cristo. Padre Jallouf: "Un Natale senza luci ma con la vera Luce"
Rimanere fedeli alle proprie radici e guardare sempre l’orizzonte perché “Dio non delude, potete fare cose grandi!”: Papa Francesco si rivolge così ai giovani di Betlemme e della Terra Santa in un video messaggio, registrato con lo smartphone dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, durante la sua recente visita a Cipro.
È cominciata ieri (fino a domani) la tradizionale ‘visita natalizia’ del patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, alla parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia di Gaza, dove si contano in totale circa mille cristiani, dei quali un centinaio i cattolici, su due milioni di abitanti. Il racconto del parroco, padre Gabriel Romanelli
“In tutta la Terra Santa, i cristiani sono diventati il bersaglio di attacchi frequenti e prolungati da parte di frange radicali. Dal 2012 ci sono stati innumerevoli episodi di aggressioni fisiche e verbali contro sacerdoti e altri membri del clero, attacchi a chiese cristiane, con luoghi santi regolarmente vandalizzati e profanati e continue intimidazioni nei confronti dei cristiani locali che cercano semplicemente di esercitare la propria fede liberamente e di svolgere la loro vita quotidiana. Queste tattiche vengono utilizzate da gruppi radicali nel tentativo sistematico di cacciare la comunità cristiana da Gerusalemme e da altre parti della Terra Santa”.