La Presidenza della Cei ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del terremoto che sta colpendo la Croazia.
Il patriarca caldeo di Baghdad, card. Louis Raphael Sako, delinea al Sir gli ultimi sviluppi del programma della visita di Papa Francesco in Iraq. Oltre alle visite, già annunciate, a Baghdad, a Ur dei caldei, Mosul, Qaraqosh e Erbil (qui la messa si celebrerà in uno stadio), il Papa potrebbe visitare Najaf, città santa degli sciiti e incontrare la guida spirituale Ali Al-Sistani. I due potrebbero firmare il documento di Abu Dhabi. Nel logo della visita il versetto del Vangelo di Matteo "Voi siete tutti fratelli".
Nel giorno di Santo Stefano, protomartire, dalla Nigeria arriva la testimonianza di don Joseph Bature Fidelis della diocesi di Maiduguri, la capitale dello stato federale di Borno (nord-est del Paese). Qui si dice sia ‘nato’ il gruppo jihadista Boko Haram, affiliato allo Stato Islamico che minaccia la vita delle comunità cristiane locali
“Quella che stiamo vivendo qui, adesso, è un’ora di grazia! Non è una pia illusione, né fuga romantica in una religione rassicurante o in una consolazione a buon mercato. ‘Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un Figlio’: questa è la certezza dei cristiani. La notte, qualunque notte, non è l’ultima parola sulla storia nostra e dell’umanità. Se Colui che è Luce da Luce è nato di notte, allora anche la notte appartiene al giorno, anzi, la notte diviene natalizia, cioè diviene luogo di una nuova e possibile nascita”.
Natale 2020: la testimonianza da Betlemme di suor Lucia Corradin, da 18 anni in servizio presso il Caritas Baby Hospital (Cbh), l'unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Dal 1952 ad oggi in questo nosocomio sono nati e sono stati curati decine di migliaia di bambini. Una vera e propria "grotta vivente" - vicina a quella della Natività e a ridosso del muro che separa Israele dai Territori palestinesi - sempre aperta a tutti. Prima di ripartire per l'Italia, a metà gennaio 2021, suor Corradin affida la sua riflessione sul Natale e sul suo messaggio di liberazione
Il Natale nel Libano in preda ad una grave crisi economico-finanziaria e ferito dalla esplosione del 4 agosto scorso. A raccontarlo al Sir è il presidente della Caritas del Paese dei Cedri. Tanta solidarietà e una lista di doni per il Libano da presentare al "Bambino che nasce tra le macerie libanesi": "Pace, stabilità, la tranquillità, la stabilità, l'accoglienza e la fine della sofferenza perché la gente non riesce più ad andare avanti"
“Sarà un Natale senza pellegrini ma con una presenza significativa dei cristiani locali. Quando 2000 anni fa Maria e Giuseppe raggiunsero Betlemme per farsi registrare non trovarono posto perché gli alberghi erano pieni. Se venissero oggi non troverebbero posto perché gli alberghi sono chiusi”.
Il Natale dei cristiani nella Striscia di Gaza, dove quest'anno "Gesù è nato un mese prima". Il primo giorno di Avvento, infatti, è cominciato il pellegrinaggio nelle case dei fedeli della statua del Bambino. Nonostante il coprifuoco indetto per la pandemia i circa 1.000 fedeli gazawi pregano, cantano e fanno festa rigorosamente in casa. Il racconto del loro parroco, padre Gabriel Romanelli