“Tamponare l’emergenza per far sì che tutto il lavoro in corso da anni con la nostra cooperazione e con la missione importantissima Unifil a guida italiana possa proseguire per creare vero sviluppo sostenibile. Soffro all’idea che quanto avvenuto a Beirut possa costituire un'ulteriore battuta d’arresto per tutti i processi di sviluppo nel Paese”. Dopo le esplosioni a Beirut a parlare è il vice ministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, che al Sir ribadisce l’impegno dell’Italia nel Paese dei Cedri. "I legami tra Libano e Italia sono storici, di grande spessore e a tutto campo. Il Libano - sottolinea Del Re - è un Paese prioritario per la cooperazione italiana"
È “un appello agli Stati del mondo” quello che il card. Béchara Boutros Rai, patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, presidente dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano, lancia all’indomani della “misteriosa esplosione” che ha squarciato la capitale Beirut provocando oltre cento morti e 4.000 feriti, un bilancio destinato a salire.
L’Albania tra il sisma di otto mesi fa (26 novembre 2019) e il Covid-19, tra una ricostruzione che tarda a partire e contagi che salgono. Nel Paese delle Aquile ci sono ancora famiglie terremotate ricoverate nelle tende. Il punto con Roberta Profka, direttrice di Shis, ong albanese partner della Fondazione Avsi
“Gaza è considerata una enorme prigione a cielo aperto, dove è praticamente impossibile muoversi. Ma oggi, paradossalmente, tutto il mondo è una prigione a causa del Covid-19. I gazawi stanno sopportando meglio di altri questa chiusura perché abituati a vivere rinchiusi. Ed è forse anche per questo che qui a Gaza ancora riusciamo a sorridere”. Così il parroco latino della Striscia, padre Gabriel Romanelli racconta l'estate col Covid-19 a Gaza, dove nonostante tutto "c'è ancora voglia di sorridere e sperare"
Centomila mascherine sono state consegnate questa mattina al vescovo di Avezzano, mons. Pietro Santoro, e messe a disposizione delle parrocchie, delle associazioni di volontariato e delle famiglie del territorio.
Si aggrava la crisi sanitaria ed economica in Israele e Palestina a causa del Covid-19. "In Israele si registra una crescita giornaliera di circa 1.200 casi e in Palestina di oltre 400" dice Vincenzo Bellomo, responsabile dei progetti di Associazione pro Terra Sancta a Betlemme. La piazza della Mangiatoia non vede né turisti e né pellegrini dal 5 marzo. L'impegno della Associazione pro Terra Sancta e della parrocchia locale per stare vicino ai più vulnerabili.
Un “dolore condiviso” con quello del Papa e degli altri leader cristiani, come il patriarca ecumenico Bartolomeo, e di tante altre personalità e istituzioni che in questi giorni “si sono espresse in modo chiaro”.
“La basilica del Santo Sepolcro non è chiusa. Stiamo applicando le regole stabilite tre giorni fa da Israele che, per i luoghi di culto, come chiese, moschee e sinagoghe, prevedono la co-presenza di non più di 19 persone. Per ciò che riguarda il Sepolcro stiamo gestendo dall’interno l’apertura del portone consentendo l’ingresso a non più di 19 persone alla volta come da regola”.