Il 10 giugno una delegazione del nuovo Governo iracheno, guidata dal Primo Ministro Mustafa al Kadhimi, si è recata a Mosul e nella Piana di Ninive. Una visita tanto significativa quanto attesa nella città che, dopo la conquista il 9 giugno del 2014, divenne la capitale irachena dello Stato Islamico (Daesh). Ad accompagnare il premier l'arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Najib Mikhael Moussa, che al Sir ha fatto il punto sulla situazione nella città irachena e nella Piana di Ninive
Continua l'agonia del popolo siriano segnato da una guerra lunga ormai 10 anni, piegato dalla crisi economica e da sanzioni internazionali di cui paga gli effetti devastanti. Non è la pandemia a preoccupare ma la priorità oggi è: "sopravvivere". Testimonianze da Damasco e Aleppo. L'appello: "rimuovete le sanzioni"
“Un segnale di grande speranza e di grande gioia”: così il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, commenta al Sir la notizia della riapertura domani, dopo tre mesi circa, della basilica della Natività di Betlemme.
Israele annuncia annessione di parte del territorio occupato della Cisgiordania e il presidente palestinese, Abu Mazen, risponde svincolando la Palestina dagli accordi siglati con Usa e Israele. La soluzione "Due popoli, due Stati" appare sempre più lontana. Ne è convinto Gershon Baskin, co-presidente fondatore di Ipcri, editorialista di The Jerusalem Post, che rilancia: "Giunto il tempo di pensare a un nuovo orizzonte", a una soluzione a "Uno Stato". Baskin ha di recente pubblicato il libro "In pursuit of peace in Israel and Palestine" (Alla ricerca della pace in Israele e Palestina), edizioni Vanderbilt University Press .
Quarantamila mascherine da destinare ai rifugiati dei campi sfollati in Giordania: a cucirle nei prossimi mesi saranno le ragazze dell’atelier “Rafedin – Made by Iraqi Girls”, di Amman in Giordania.
La storia di Aliah, donna palestinese che, dopo una vita di sofferenze e umiliazioni, grazie all’incontro con il Caritas Baby Hospital di Betlemme, “ha trovato la sua via per la salvezza e la serenità”.
L'esperienza degli allenatori di “Laureus Sport for Good” Italia, in campo dal 2005 nelle periferie di Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli, dove sono impegnati a sostenere i minori a rischio di devianza attraverso l’uso positivo della pratica sportiva. Anche in tempo di pandemia, quando basta un tappeto e un cuscino per trasformare il salone di casa in un tatami dove imparare o ripassare qualche esercizio. "Prevale nei nostri ragazzi la voglia di stare insieme anche attraverso un tablet o uno smartphone", dicono in coro gli allenatori