“Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?”: l’invocazione di Gesù crocifisso sul Golgota risuona oggi più viva che mai nel Calvario delle genti terremotate del Centro Italia. Una doppia Via Crucis, generata sui disastri del sisma del 2016 e adesso sulla minaccia subdola del virus. La raccontiamo con le voci dei vescovi di Spoleto-Norcia, Rieti e Camerino-San Severino Marche
Striscia di Gaza e Idlib, sono due dei tanti Calvari dell’umanità di oggi. Non esiste il “Terzo Giorno” per queste terre e per i loro abitanti, circondati da muri e da macerie, costretti a vivere in condizioni inumane, privi di tutto e soprattutto di prospettive future degne di questo nome. E adesso anche minacciato dal Coronavirus. Il racconto del Venerdì Santo nella voce dei cristiani locali
La Pasqua in Albania dove vive una piccola comunità cattolica. Ferito dal sisma del 26 novembre 2019 e sotto attacco del Coronavirus, il Paese delle Aquile sta reagendo come raccontano al Sir mons. Frendo, arcivescovo metropolita di Tirana-Durazzo e Roberta Profka, direttrice di “Shis”, ong albanese partner locale di Avsi. Da tutti arriva il grazie all'Italia per l'amicizia sempre dimostrata. "I nostri 30 medici sono lì da voi per dirvi grazie"
"La Pasqua non è un mito, è la verità cui ci aggrappiamo”. Da Gerusalemme, il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton, invita ad “alzare lo sguardo verso il Sepolcro vuoto di Cristo” e non a “fermare il nostro cuore al Venerdì Santo”. Nella Città Santa, seppur vuota di pellegrini e con la Basilica del Santo Sepolcro chiusa ai fedeli, la Pasqua 2020 sarà più che mai nel segno della Resurrezione nonostante il Coronavirus Covid-19. "La Basilica vuota è in qualche modo il riflesso del senso di vuoto che l’umanità sta vivendo. Ma la tomba vuota è il segno della vittoria sulla morte".
“La commemorazione dell’anniversario del terremoto, in questo periodo è avvolto da un velo di tristezza aggiunta. Tuttavia, l’allerta da coronavirus non riuscirà ad ammutolire la memoria del rovinoso sisma del 2009”.
Sedici casi e due morti, una città, Mnin (Damasco) in quarantena: la Siria cerca di arginare il Coronavirus. Emanate severe restrizioni fino al coprifuoco che per questo week end (oggi e domani) è stato esteso da mezzogiorno alle 6 del mattino. L'allarme dell'Oms: "il sistema sanitario siriano è attivo al 50% a causa della guerra. Mancano dispositivi di protezione e ventilatori polmonari. Le sanzioni ostacolano il lavoro". L'impegno del nunzio apostolico, il card. Zenari e della Fondazione Avsi, in prima linea con il progetto "Ospedali Aperti"
“Le celebrazioni delle Comunità greco-ortodossa, latina, armena continueranno regolarmente, anche se per motivi di sicurezza e allo scopo di evitare il rischio di diffusione dell’infezione Covid-19, il numero dei partecipanti alle celebrazioni sarà limitata a poche persone e la basilica sarà accessibile solo durante le liturgie”.
Coronavirus anche in Giordania dove si registrano ad oggi 173 casi conclamati. Il Governo ha disposto il coprifuoco dalle 10 della sera alle 6 del mattino. La chiusura iniziale di negozi e mercati decisa dalle Autorità giordane aveva provocato disordini e scontri durante la distribuzione del pane. Oggi la situazione pare migliorata ma la paura di una diffusione maggiore del virus resta, vista anche lo stato di difficoltà in cui versa il sistema sanitario pubblico