Laurea in filosofia, in quasi quarant’anni di carriera giornalistica mi sono occupata di cronaca sociale, economica e politica, approfondendo in particolare i temi immigrazione, volontariato e ambiente. Amo l’arte in tutte le sue espressioni e cerco il bello dentro e fuori di noi.
Il Jobs act viene visto come la "bestia nera" che crea precariato, ma per il partito di governo resta un punto fermo delle politiche del lavoro che va solo aggiustato.
Disoccupazione giovanile, jobs act, lavoro precario: sono i temi "forti" della campagna elettorale che i partiti in campo trattano in maniera molto differente. Sergio Rosato, presidente del comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Veneto, ci spiega che: «E' necessario intervenire su tre aspetti fondamentali: il lavoro grigio, la disoccupazione giovanile, il rilancio dell'occupazione».
Dopo l'iniziativa referendaria di Veneto e Lombardia - anticipata dall'Emilia Romagna - la voglia di autonomia si sta facendo largo anche in Liguria e Piemonte. Ma le regioni del Sud non stanno a guardare: anche se non c'è ancora nulla di concreto Puglia e Campania appaiono pronte ad agire.
Lotta alla povertà, occupazione per i giovani, pensioni, rimodulazione della pressione fiscale. L'avvio della campagna elettorale vede sul piatto promesse per 130 miliardi di euro. Cui se ne aggiungono altri 140 se verrà abolita la legge Fornero. Dove si trovano le risorse? Il Presidente Mattarella ha chiesto realismo ai politici, ma le premesse appaiono diverse.
Vince il No e tutto resta uguale: Senato, Titolo V, Cnel. Solo l'Italicum deve cambiare, possibilmente in fretta, perché non prevede l'elezione del Senato. Ecco lo scenario che ci restituisce la bocciatura della riforma.Nel numero in edicola e in parrocchia nei prossimi giorni tre pagine dedicate al voto del 4 dicembre con analisi, scenari e la voce dei protagonisti.