Papa Francesco è arrivato in Piemonte. Per un giorno riserva tutto lo spazio agli affetti di famiglia, in particolare con la visita alla cugina Carla Rabezzana, da pochi giorni novantenne, residente a Portacomaro, e poi – dopo aver fatto tappa nella casa di riposo del luogo – alla cugina Delia Gai, che vive con altri parenti nella località di Tigliole.
Il responsabile diocesano al Sir: "Avviato un percorso per condividere buone prassi. Questo impegno assume il carattere pieno e significativo della sinodalità"
“Mentre la maggior parte della popolazione mondiale si trova unita dalle stesse difficoltà, afflitta da gravi crisi alimentari, ecologiche e pandemiche, nonché da un’ingiustizia planetaria sempre più scandalosa, pochi potenti si concentrano in una lotta risoluta per interessi di parte, riesumando linguaggi obsoleti, ridisegnando zone d’influenza e blocchi contrapposti. Sembra così di assistere a uno scenario drammaticamente infantile”.
Nel secondo giorno del viaggio del Pontefice nel Paese arabo, l'intervento al Forum per il dialogo, il discorso ai membri del Muslims Council of Elders e, infine, l'incontro ecumenico e la preghiera per la pace. Tema su cui Francesco si è più volte soffermato: "Seri negoziati" per lo stop alla guerra in Ucraina
“Questo è molto importante: imparare attraverso l’esperienza che nella Chiesa siamo tutti fratelli per il Battesimo; che tutti siamo protagonisti e responsabili; che abbiamo doni diversi e tutti per il bene della comunità; che la vita è vocazione, seguire Gesù; che la fede è un dono da donare, da testimoniare”.
“Come realtà del mondo cattolico italiano e dei movimenti ecumenici e nonviolenti a base spirituale, vogliamo unire la nostra voce a quella di Papa Francesco per chiedere un impegno più determinato nella ricerca della pace. Affidarsi esclusivamente alla logica delle armi rappresenta il fallimento della politica”.
Il responsabile delle politiche migratorie e di protezione internazionale di Caritas italiana al Sir sull’attuale situazione del fenomeno migratorio nel Mediterraneo centrale: “Sfruttare anche gli ingressi per quote lavoro”. Sulla possibilità di uno stop all’arrivo in Italia delle navi delle ong che hanno salvato migranti in mare: “Abbiamo sempre sostenuto il soccorso in mare. Non ci interessa chi lo fa ma che le persone vengano salvate. Tutto ciò che non contribuisce a salvare le persone in mare ci desta profonda preoccupazione”
“Ancora una volta ci troviamo con un nodo in gola a prendere atto dell’ennesima tragedia annunciata: mentre l’agenda politica e mediatica è tutta centrata su altri problemi, su queste sponde del Mediterraneo si continua a morire, e tutta l’Europa sembra voltare le spalle all’orrore che riguarda uomini e donne e tanti, tanti bambini”.
“In passato il docente era riconosciuto come partner dell’impresa educativa comune, ora invece viene considerato una controparte che, con atteggiamento sindacalista, viene affrontato per strappare concessioni in favore dei propri figli”.