Francesco Bonini

Francesco Bonini

L’Italia ha bisogno di una posizione europeista critica e innovativa

Disunita strutturalmente come è, l’Italia non esercita al meglio il proprio ruolo. Dunque c’è bisogno di un impegno di tutti gli attori per “contare di più”, anche perché l’Europa rischia, tutta, di essere vaso di coccio in una rinnovata competizione globale. In secondo luogo l’appeal delle istituzioni europee è al minimo storico proprio perché, avendo rimosso la questione dell’identità, finiscono coll’essere percepite semplicemente come avatar, cioè incarnazioni evanescenti, di un pensiero globale neo-liberista, lontano dagli interessi e dal cuore dei popoli

Il discorso “scomodo” del Papa al corpo diplomatico

Non perché è ideologico, come molti si ostinano a ripetere, con l’obiettivo di creare conflitti intra-ecclesiali e nell’opinione pubblica, ma perché mette ciascuno e dunque anche i decisori e i responsabili politici di fronte alle proprie responsabilità. Assicurando nel frattempo comunque la sollecitudine pastorale e caritativa alle persone concrete. Ma nella chiara distinzione dei piani e dunque delle responsabilità

Il messaggio di Mattarella e il vento che cambia

Guardando ai risvolti più politici, in fin dei conti quello di Matterella ci sembra sempre più proprio l’atteggiamento del maestro di una volta: sapeva in anticipio dove pensano di andare a parare i ragazzi più riottosi e sapeva come agire. Lo si è visto nelle parole più attese, quelle sul guazzabuglio picaresco che ha caratterizzato il mondo politico in questi mesi, prima con l’inusitata “trattativa” con Bruxelles e poi con lo sprint parlamentare, a velocità e con procedure mai viste, “tassa sulla bontà” compresa

2018: il festival delle debolezze dell’anno politico

Per guardare avanti non possiamo che ripartire dalla consapevolezza delle debolezze, dai vincoli del buon governo, e soprattutto dalla falsificazione dei miti e delle certezze di un certo pensiero unico – economico, etico e dunque politico - che ci sta tutti impoverendo. Non possiamo che porci risolutamente dalla parte di quei due terzi o di quei tre quarti che vivono o esprimono un malessere sempre più radicato. Qui c’è ovviamente un ruolo anche per i cattolici, che avrebbero due importanti risorse: un pensiero critico e una conoscenza autentica, esperienziale, delle persone e delle cose. Un buon proposito e un impegno concreto da subito, per il prossimo anno

M5S e Lega: il governo del Paese sarà il vero banco di prova

Nonostante alcune evidenti sgrammaticature su cui è necessario riflettere bene, dalla crisi è emersa la saldezza della nostra democrazia rappresentativa, così come gli effetti sociali e culturali della crisi del 2008, che ancora ci mette tutti alla prova. Su questi due versanti, proprio guardando al futuro immediato, i cattolici possono dire e fare molte cose buone e importanti, se si impegnano insieme con coerenza

Una crisi drammatica e grottesca

Non ha senso polarizzare il sistema e, dunque, l’offerta politica tra europeisti e non europeisti, tra populisti e benpensanti, così come tra vecchio e nuovo. Partiamo dalla realtà e dai nostri tanti problemi. Elezioni ravvicinate sono spesso segno di crisi di sistema. Che ci si arrivi almeno con una offerta politica nuova. Nuova e finalmente adeguata.