Gianluca Salmaso

Gianluca Salmaso

Perrin, 1100 licenziamenti. “In Guerra”: un film per raccontare il dramma dei nostri giorni

In Guerra: un film che sembra tratto da una storia vera, fatto da attori non professionisti e girato con intelligenza, catapulta il pubblico nel mezzo di una crisi aziendale.

Perrin, storica azienda produttrice di componenti per automobili, chiude i battenti lasciando sul lastrico 1100 famiglie di onesti lavoratori francesi.

Laurent, il sindacalista interpretato con rara bravura da Vincent Lindon, diventa l'eroe per caso della grande famiglia degli operai. Una lotta senza quartiere fra una politica capace di esprimersi solo con parole vuote, una multinazionale — tedesca, ça va sans dire — interessata al profitto, il solito gruppetto di crumiri e anche un imprenditore — francese — che farà il possibile per salvare l'azienda.

Un film impegnato, partigiano e monumentale destinato ad un pubblico forse un po' nostalgico che però aiuta a toccare con mano la carne viva di un mercato del lavoro sempre più sofferente.

Tutto quello che non sapete sul blackfriday, la festa degli sconti fra Amazon e aperitivi rinforzati

In principio era solo il venerdì dopo la festa del Ringraziamento, quella in cui ogni brava famiglia delle serie tv americane si riunisce per mangiare il tacchino ripieno, poi è arrivato il consumismo e nulla è stato più come prima.

Senza essere troppo melodrammatici, con il Ringraziamento che tradizionalmente si celebra di giovedì, il venerdì successivo è l'inizio della lunga maratona commerciale che precede il Natale con i suoi regali.

Come tutte le piccole e grandi follie americane, anche in Europa la tradizione si è diffusa al punto da contagiare tutti, compresi gli esercenti padovani che si preparano ad un aperitivo rinforzato per l'occasione. C'è anche il black spritz, l'aperitivo nero, ma questa è un'altra storia...

Verso l’economia del noleggio: gli italiani sono già pronti a prendere tutto in comode rate

Si comincia sempre così, verrebbe da dire, con un'automobile presa a noleggio per le vacanze: la decappottabile che durante l'anno non si oserebbe mai parcheggiare sotto casa, d'estate diventa quasi un lusso necessario.

L'idea che molti hanno del noleggio è ancora questa: qualcosa di frivolo, accessorio, superfluo che ci si può concedere solo raramente. Il mondo, però, è cambiato e ormai tutto si prende in comode rate.

È il progresso, bellezza, e a farne le spese è forse uno dei pilastri più solidi della nostra cultura economica: il diritto di proprietà. Non siamo più proprietari di nulla ma sicuramente padroni a casa nostra, almeno finché riusciamo a pagare le rate.

Il rumore di una foresta che cade: intervista a Enzo Bozza, presidente del Consorzio Legno Veneto

La montagna veneta ha un problema: il maltempo ha lasciato a terra migliaia di alberi che rischiano di degradarsi se non lavorati e immagazzinati adeguatamente entro pochi mesi.

«Il problema è cogente — spiega il presidente del Consorzio legno veneto, Enzo Bozza — anche nei piazzali i tronchi si possono stoccare solo per un breve tempo, mentre il tavolato è più facile da conservare. Bisogna segare più alberi possibile e far pulizia nel bosco per evitare che le piante cadute compromettano le altre».

Da una disgrazia come quella che si è abbattuta sulle Alpi, può scaturire un'opportunità per riorganizzare l'intera filiera del legno, offrendo alle comunità montane un'occasione di sviluppo insperata.

Quattro chiacchiere con Anna Viel, presidente dei giovani industriali padovani

Mancano i tecnici, è questo il primo e forse principale problema che evidenzia Anna Viel, presidente dei giovani di Confindustria di Padova e Treviso.

La sfida del 4.0 si raccoglie solo con le professionalità giuste, e se mancano i diplomati tecnici e professionali si rischia di rimanere al palo.

Alternanza scuola lavoro e una politica coerente e costante sono la base per costruire lo sviluppo di domani, sempre se la burocrazia non mette i bastoni tra le ruote all'impresa.

Banche, tre motivi per cui è bene stressarle

Come si fa a capire se le banche sono solide? La domanda non è peregrina e, dopo la crisi del 2007, è diventata una domanda esistenziale.

Chi siamo, dove andiamo, chi garantisce il mio conto corrente? 

Per misurare, numerare, tastare la solidità del sistema creditizio e dei singoli istituti, l'Eba —l'Autorità bancaria europea — ha concepito una serie di parametri di valutazione come il Cet-1: più i punteggio è alto e più la banca ha un patrimonio solido.

Stabiliti i parametri di valutazione, per testarli fino in fondo bisogna immaginare condizioni al limite, ecco perciò gli stress test.

Come sta l’economia? La disoccupazione è l’unica a crescere

Tre aspetti per analizzare la situazione italiana e veneta: lavoro, crescita ed esportazioni.Torna a crescere la disoccupazione in Italia: a settembre persi 34 mila posti di lavoro, soprattutto nella fascia d'età 25 - 49 anni. 

È tutta l'economia a segnare il passo, con una frenata generale dell'economia misurata anche dal ritorno alla crescita zero del Pil.

In Veneto la crescita è ancora alimentata dalle esportazioni, anche se si preannuncia in riduzione rispetto al 2017.

Padova manifatturiera: 3 spunti di riflessione con il sindacalista Marco Galtarossa

Marco Galtarossa, 44 anni, segretario generale della Filctem Cgil padovana fa il punto: situazione stabile, senza fibrillazioni in positivo come in negativo.

Dopo mesi di lotte e di vertenze come quella che ha riguardato i 56 lavoratori di Exo - Crocs, un po' di tranquillità ci vuole ma «rischiamo di perdere il treno dell'industria 4.0 —spiega il sindacalista — l'automazione è ancora indietro e serve un grande lavoro di sinergia fra le imprese della stessa filiera».

A guidare la ripresa c'è il settore farmaceutico, che investe e cresce. 

Come a scuola: governo bocciato sulla manovra, cosa succede se si rompe il giocattolo?

«Ho fatto bene?» chiede l'eurodeputato leghista ai suoi seguaci su twitter. Bene o male, di sicuro l'ha fatta grossa: il moderno Nikita Kruscev s'è messo a brandire una scarpa per rimarcare una posizione politica, con l'aggravante di averla usata per timbrare in segno di disprezzo gli appunti del commissario europeo Moscovici.

Due minuti di gloria per un parlamentare europeo in cerca di conferme in vista delle prossime elezioni che assurgono ad esempio delle posizioni di un esecutivo che, sulla manovra, non arretra di un passo. 

Se da una parte il governo italiano non cede, dall'altra l'Europa non arretra: la manovra di bilancio va cambiata, a rischio ci sono i conti pubblici italiani e forse la tenuta stessa del vecchio continente. 

Mentre infuria la polemica, non si hanno notizie del ministro delle finanze Giovanni Tria se non nella lettera fatta pervenire ieri alla Commissione nella quale auspicava un dialogo pur riconoscendo la diversità di vedute fra l'Italia e l'Europa. A parlare è soprattutto il primo ministro Conte che dichiara «non c'è nessun piano B».

Sarà vero? Stando ai retroscena del Messaggero e alla passione per le strade alternative di alcuni ministri, pare proprio di no.

Nel frattempo continua l'ottovolante delle borse e dello spread, una giostra infinita a cui rischia di sommarsi la lotteria del rating: le pagelle che le agenzie stilano sui titoli italiani ormai in odore di svalutazione.