"Il grande rischio è il danneggiamento irreversibile dei meccanismi che garantiscono la vita sul nostro pianeta, proseguendo a grandi passi verso la sesta estinzione di massa preannunciata dagli scienziati; ciò renderebbe assai problematica anche la vita per l’uomo, in un mondo in cui tutto si lega e tutto è connesso", dice al Sir il direttore scientifico di Greenaccord
“Tanti vedono nella violenza il solo modo di emergere e di sentirsi qualcuno. Far vedere la fine che si fa dopo una onorata e promettente carriera criminale può smitizzare certi personaggi e ricondurre alla realtà tanti ragazzi attratti da queste figure considerate vincenti”, dice al Sir il portavoce della Comunità di Sant’Egidio di Napoli, che ha scritto un libro su Giuseppe Salvia, ucciso nel 1981 su ordine di Cutolo
“Tutte le reazioni emotive alla scarcerazione di Giovanni Brusca sono giustificate perché sappiamo chi è, conosciamo le atrocità che ha commesso, tra gli altri uno dei delitti più terribili nei confronti di un bambino e quello che ha colpito Giovanni Falcone”.
Dai bambini che muoiono di tumore nella Terra dei fuochi a quelli che periscono nei naufragi nel Mediterraneo, passando per quelli vittime dei pedofili e delle guerre… Di fronte a tanto dolore, osserva il parroco di Caivano, sembra difficile avere ancora fiducia nell’uomo. Eppure, “è possibile partire proprio dai più piccoli educandoli” all’amore del prossimo e a una vita buona, “con modelli positivi a portata di mano, come i genitori o un parroco”
“Oggi siamo chiamati a essere e operare insieme contro il mutamento climatico; insieme sulla cura; una priorità alta per ognuna delle nostre comunità”, attraverso una “resistenza all’inaccettabile, come gli sversamenti dei fanghi nei campi dove si coltiva mais o gli incendi in Amazzonia”; “la coltivazione di un’ecospiritualità solidamente radicata nel Vangelo di Gesù Cristo, con un sogno di terra buona, abitabile; una responsabilità personale e comunitaria”; “la condivisione di buone pratiche”.
C’è una “banalità del male” a fronte "di un risparmio e di una scarsità che annebbia la coscienza", spiega al Sir il sociologo. Certo, aggiunge, "la coscienza, la responsabilità e la colpa non sono cancellabili. E la leva morale va sempre azionata, ma c’è un problema di sistema: vediamo un aumento della temerarietà"