L’addio al tradizionale veglione di fine anno colpisce quasi 6 milioni di italiani che lo scorso anno hanno cenato fuori in ristoranti, alberghi e agriturismi colpiti ora da un crack di circa ½ miliardo in un solo giorno.
Quale luce di speranza può venire da questo Natale inedito, sul quale incombono le tenebre di pandemia, disoccupazione, crisi sociale e incertezza del futuro? "E' la luce che avvolse i pastori nella notte", dice al Sir p. Ermes Ronchi, rilanciando l'incoraggiamento degli angeli a non temere. "In stagioni desolate come la nostra è importante aggrapparsi a queste parole". "Se io credo che il filo della vita sia saldo nelle mani del Signore, può accadere di tutto ma io non posso temere", anche perché, aggiunge, "nel nostro Dna c'è il cromosoma di Dio". E sull'anticipazione della messa della notte: "Non si tratta di rievocare un istante ma un mistero".
“Sulla scorta delle dichiarazioni in queste ore di AstraZeneca, degli altri produttori di vaccini e delle autorità sanitarie inglesi, l’efficacia di questi stessi vaccini non verrebbe intaccata”.
La lettera apostolica di Papa Francesco in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale patrono della Chiesa universale, e l’indizione dell’Anno di San Giuseppe. Intervista con il direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute: ”Ancora una volta il santo Padre ci ha superato"
“È stato un lavoro di circa due anni perché ogni parola è stata soppesata con attenzione per offrire a tutti un documento di confronto e di dialogo rispettoso delle posizioni, ma anche chiaro nella proposta: è il punto di vista della Chiesa cattolica in Italia sulla fine della vita terrena”.
Abbondanza, benedizione e dono. Ruota intorno a questo trittico l’omelia pronunciata questa mattina da Papa Francesco nel corso della celebrazione eucaristica presieduta all’Altare della Cattedra nella Basilica Vaticana, in occasione della festa liturgica della Beata Vergine Maria di Guadalupe.
Sono attesi da oggi i primi ospiti “esterni” nel reparto Covid della Casa San Giuseppe del complesso Don Guanella a Roma, il primo reparto Covid della regione Lazio per pazienti con grave disabilità intellettiva. Nato per gli ospiti della struttura dedicata alla diagnosi e alla cura della disabilità mentale, da oggi accoglierà anche persone provenienti dalle proprie abitazioni o dimesse dagli ospedali