La donna descritta dai Proverbi rasenta sì una sorta di perfezione, ma è il suo un insieme di virtù che trova il fondamento in una saggia capacità di accogliere e custodire tutto quello che riguarda la sua famiglia.
La Bibbia ci richiama alle nostre responsabilità, a quelle che non possono essere rimandate o delegate per falsi pudori, tabù o pigrizia al di fuori delle mura domestiche.
La famiglia è deputata a bene-dire l’uno dell’altro, a ricordarsi ciascuno reciprocamente quanto il Signore ti ama e dice bene di te, nonostante le tue fatiche, nonostante i tuoi limiti, gli errori, il peccato.
I salmi entrano nella vita di tutti i giorni, ne tessono le fila, aiutano a leggere la trama della nostra quotidianità dando senso anche ai passi e ai gesti più semplici.
Martin Buber ha avuto modo di dire che il Cantico ci rivela la possibilità di vivere “faccia a faccia” l’amore, di interpretare l’esistenza come un autentico dialogo fra un tu e un tu.
C’è un momento preciso nella vita di ogni uomo e di ogni donna che decidono di sposarsi nel Signore a partire dal quale i due si promettono per sempre che la salvezza, potremmo dire la santità dell’altro è il dono e la responsabilità che accolgono reciprocamente.
Quando è piena la fiducia in chi ci ha donato la vita e ci vuole felici la risposta non si lascia attendere e gli eventi divengono la chiave con cui interpretare la nostra storia e il nostro rapporto con il Signore.