Numeri civici che si sovrappongono a quelli precedenti senza cancellarli. Così come i cognomi scritto con pennarello e su un'etichetta sui campanelli e citofoni. Centri con hairstylist dal profilo internazionale accanto a botteghe storiche di artigiani. Sono dettagli, angoli del quartiere Arcella, che semplicemente raccontano "l'ordinario" ma che impreziosiscono una differente narrazione di quartiere: questi spunti sono emersi dall'escursione "Storie (stra)ordinarie" con la docente Giada Peterle e un gruppo di studenti universitari del corso di laurea magistrale in Scienze per il paesaggio dell'Università di Padova.
I dati dell'ultimo annuario statistico pubblicato dal Comune di Padova pre-pandemia, dicono che l'età media nel quartiere Nord è di circa 45 anni e mezzo rispetto ai 47 di tutta la città. A influire su questo trend - che conferma una tendenza acquisita degli ultimi anni - è il tasso di natalità (il più alto tra tutti) e l'indice di mortalità (il più basso). Sono aumentati i residenti stranieri, ora il 29.25 per cento degli arcellani: la comunità cinese diventa la seconda e scavalca i cittadini moldavi. Una nota sui minorenni stranieri a Padova: dei 7.113 registrati all’anagrafe e che non hanno ancora compiuto 18 anni, ben 2.569 vivono nell’Arcella
Undicenne di Concordia Sagittaria, Mattia Piccoli è uno dei quattro veneti, assieme a Francis Fernando Chkrawarthige Praveen, Antonio Maria Granieri e Niccolò Brizzolari, a rientrare tra i 28 giovani che hanno ricevuto il prezioso riconoscimento dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mattia è figlio di papà Paolo, affetto da Alzheimer precoce, e mamma Michela Morutto.
Costruttori di comunità, giovani ragazzi che si sono distinti attraverso il loro impegno e azioni coraggiose e solidali. Giovedì 11 marzo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito gli attestati d’onore di “Alfieri della Repubblica” 2020 a 28 giovani, dai 9 ai 18 anni. Tra loro anche i diciasettenni Francis Fernando Chkrawarthige Praveen, studente del liceo classico Barbarigo, e Antonio Maria Granieri dell'associazione Down Dadi di Padova.
Lunedì 8 marzo è partita dal quartiere Arcella, la campagna nazionale "Clean Cities": 14 tappe in altrettanti capoluoghi per accelerare le politiche locali verso la transizione ecologica e per progettare una mobilità più sicura, più elettrica e più condivisa. Azioni outdoor come la chiusura di via Piacentino, scelta perché d'ingresso all'omonimo parco frequentato da bambini e che presenta diverse criticità come parcheggi selvaggi e velocità sostenuta.
Esattamente un anno dopo il provvedimento "Io resto a casa", nella notte tra l’8 e il 9 marzo 2021, lo street artist ha realizzato un’opera sulla facciata di una palazzina all’Arcella per segnare un punto di questo cammino che stiamo affrontando assieme, fatto di divieti, limitazioni, restrizioni. Un divieto d’accesso e il nastro giallo con scritta nera “do not cross the line”: siamo tutti al di qua della linea, in attesa di poter fare un passo verso la normalità. Verso il cielo azzurro che adesso è appena accennato come una pennellata.
Il popolare gioco parallelo alla Serie A che da anni unisce e divide amicizie secolari di milioni appassionati di calcio scende in campo per un'iniziativa solidale: "Fanta Play 4 Gaza", supportata a Padova dalla polisportiva San Precario, sostiene una campagna di raccolta fondi per la sistemazione di un campo per dar la possibilità ai ragazzi palestinesi di crescere divertendosi nel rincorrere un pallone. Il torneo è sul portale Fantacalcio.it e ci si può iscrivere fino a venerdì 5 marzo con una donazione minima di 15 euro.
Nella tradizione messicana, gli intrecci di spago colorato sono talismani che trattengono nel luogo le energie positive per far passare, invece, la negatività da un'unica fessura. Da inizio febbraio, l'artista Sara Celeghin, all'interno dei parchi del quartiere Arcella, sta incastonando queste ragnatele tra rami e alberi. Il segno del filo che lega e congiunge in un momento dai rapporti umani fortemente slegati e con un pizzico di curiosità nella quotidianità.
La potenza delle immagini così passeggere quanto eterne. Mai come quest'anno segnato dalla pandemia e da ricordi disorientati a causa di giorni, settimane e mesi uguali, le fotografie realizzate in tempo di Covid-19 ricuciono sentimenti, inquietudini e speranza