Dal nobile tentativo di creare dinamiche conversazionali alla nascita delle "camere dell'eco" dove sempre più utenti del web vogliono leggere e sentire solo quello che è in linea con le proprie idee. Sono le storture della comunicazione social, nelle quali anche la politica deve sapersi destreggiare. Con il rischio di ritrovarsi invischiati nelle fake news.
Quelle del marzo 2018 sono state le elezioni più social di sempre. I partiti e i leader politici, complice anche il taglio del finanziamento pubblico, hanno dirottato le campagne sul web, dove però il consenso non si traduce immediatamente in voto.In realtà, anche se i quotidiani cartacei continuano a perdere copie, la comunicazione politica per essere efficace deve saper equilibrare la rete con i vecchi media, soprattutto la tv, ancora largamente scelta dagli italiani quale mezzo di informazione per eccellenza.
Spezzoni di interventi televisivi o comizi, dirette per dialogare con i proprio followers, o filmati per dimostrare di essere tra la gente, presenti nei territori. La comunicazione politica pre e post voto ha avuto un denominatore comune tra i vari candidati: l'utilizzo dei video social. Dai numeri inarrivabili di Salvini a un format innovativo ideato da Renzi.
110 su 100 e lode, una tesi sull'esperienza di tirocinio nei laboratori dell'università di Spagna. Per studiare la sua malattia, la progeria. Una tappa bellissima ed importante per Sammy Basso, il 22enne di Tezze sul Brenta che non vuole perdere tempo: punta alla specialistica e sogna di fare il ricercatore. Vuole restituire agli altri quello che in molti hanno dato a lui.
Un mediometraggio documentario di 30 minuti, realizzato all'interno di Città futura, progetto ideato da Euganea movie movement, che racconta la zona a Nord di Padova attraverso le parole e le visioni differenti e complementari di chi vive e respira i luoghi simbolo del quartiere. Consigli per chi vede in queste aree il presente e il futuro della società.
Francesco Spagna, docente dell'Università di Padova, da ex-autoctono del quartiere Arcella, ha scritto un libro sapientemente mescolando riferimenti autobiografici a un'analisi più antropologica. Il suo invito è quello di scoprire la realtà addentrandosi nelle viuzze, scegliendo quattro tipi differenti di passeggiate per vivere profondamente l'Arcella e le sue molteplici trasformazioni
Partecipazione, identità, inclusione, dialogo. Alcuni archetipi imprescindibili all'interno di coalizioni civiche che, nel tessuto veneto, guardano Padova come modello per riaffermarsi su scala locale nonostante resistenze e diffidenze di cittadini impiantati sulla vecchia politica. Ma si può ambire a livello nazionale?
Come ha fatto la coalizione civica "Barcelona en comú" in soli 10 mesi dalla sua nascita a portare Ada Colau assere prima sindaca nella storia cella capitale della Catalogna?
"Bassa punto" è il primo piano d’intervento in materia di politiche giovanili finanziato dalla Regione Veneto e sostenuto da una rete di 29 Comuni della Bassa Padovana. Un progetto corposo e carico di molteplici significati, potenziale incubatore di buone pratiche in rete rivolto ai giovani e realizzato dai giovani stessi.