Il trasporto con navi da carico a vela non è un’alternativa proponibile all’enorme trasporto internazionale di merci. Ma è comunque un’alternativa possibile.
La scuola altoatesina torna in queste ore alla ribalta per la scelta – che coinvolge un numero sempre maggiore di alunni e studenti – di vivere la scuola “a distanza”. O, per usare uno dei tanti anglismi in auge negli ultimi tempi, “in homeschooling”. Dopo due settimane dal suono della prima campanella i bambini e i ragazzi che – in provincia di Bolzano – vengono istruiti a casa sono ormai 454. Nell’ultima settimana, nel giro di appena tre giorno, se ne sono aggiunti 94. Si tratta per la stragrande maggioranza di famiglie di lingua tedesca, che si oppongono alle misure anti-Covid decise nelle aule scolastiche (distanziamento e mascherina chirurgica sia in classe che in cortile durante la pausa e test nasali gratuiti su base volontaria due volte la settimana). Il maggior numero di casi (304) lo si registra nelle scuole elementari, seguite dalle medie (125) ed infine da superiori e professionali (25)
Sono trascorsi trent’anni da quel 19 settembre 1991, quando una coppia di turisti tedeschi in vacanza in Alto Adige, fece una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi.
In tanti, quest’estate, non si sono fatti scappare l’occasione di fare quattro passi all’aria aperta, in piena sicurezza, insieme a Donkey, Rangi, Olmo e Sergio.
In questi dodici anni, Francesca e Davide hanno portato il Cinéma du Désert non solo nell’Africa sub-sahariana, ma anche in Russia, Romania, Turchia, e Bulgaria.
L’arcidiocesi di Berlino a quanti si sono fermati all’”himmlische Eistruck” (il celestiale carretto dei gelati) ha offerto gratuitamente il “ParadEIS”, il gelato (che in tedesco si dice ‘Eis’) del paradiso.
Gregorio Vivaldelli, ospite dell’Accademia Cusanus di Bressanone, alla vigilia della festa dell’Assunta ha accompagnato i presenti in un viaggio virtuale alla ricerca delle tracce di Maria, presenti nelle tre Cantiche del sommo poeta di cui ricorrono quest’anno i 700 anni della morte
Valeria ha voluto coinvolgere altre quattro “fragili rocce” come lei, chi affetto da fibrosi cistica, chi trapiantato di reni o polmoni, provenienti da diverse zone d’Italia.