L’altare della basilica del Santo Dalle registrazioni contabili dell’Archivio dell’Arca, che aveva commissionato l’opera al fiorentino Donatello, Giovanna Baldissin Molli restituisce un “mondo” di artigiani, fabbri, scalpellini... molto preparato
Viaggio alla tomba del vescovo Luigi Pellizzo nella sua natia chiesa parrocchiale, dove volle essere sepolto: così si configura la giornata che un gruppo di preti e laici padovani vivranno a Faedis, in provincia di Udine – giovedì 23 marzo – nel centenario delle incresciose, forzate dimissioni dalla sede episcopale padovana, retta per 16 anni con mano «energica, lungimirante e fattiva», come ricorda la storica Liliana Billanovich, che al presule friulano ha dedicato una prolungata, rigorosa ricerca, su documenti d’archivio padovani e vaticani sintetizzata nel volume Luigi Pellizzo vescovo a Padova 1907-1923 (Il Poligrafo, 2014, pp. 290).
Teresa di Lisieux, Niccolò Copernico, Narsete Armeno e Francesco di Sales. L’Unesco ricorda gli anniversari di tre figure storiche che hanno lasciato un segno profondo nel mondo cristiano a cui va aggiunto il patrono dei giornalisti
Pozzonovo. Concluso il restauro della pala dell’altar maggiore. Domenica 4 vengono presentati i lavori ai parrocchiani, mentre giovedì 8 – solennità dell’Immacolata – viene ricollocata
Errata corrige. Lo storico Antonio Rigon non ha mai scoperto un affresco del santo nella cappella degli Scrovegni, bensì il ritratto di Antonio Manzoni, il beato Pellegrino, tra la schiera dei beati
Lo storico Antonio Rigon, padovano d’adozione e già docente di Storia medievale all’Università, consegna al nuovo libro i ritratti di 14 studiosi italiani e stranieri e una sua autobiografia sotto forma d’intervista. Contagiare l’amore per la storia resta il suo impegno
Alle origini dell’Università Furono le condizioni politiche e la presenza del vescovo Giordano a favorire l’approdo in città di studenti e docenti bolognesi
Gerardo Marchioro moriva cento anni fa, il 22 settembre, cadendo dall’impalcatura della chiesa di Arre. Da lui progettata – come molti altri edifici sacri tra Padova, Vicenza e Verona – ne stava seguendo, con la consueta scrupolosità, l’andamento del cantiere