La notizia “di Natale” è arrivata alle redazioni nella mattinata di martedì 17 dicembre, a poche ore dall’invio alla stampa di questo numero del nostro settimanale. Occorre ammettere che in termini di sanità è abitudine comune in questi anni indicare ritardi, disservizi, carenza di medici, privatizzazione di interi reparti ospedalieri…
La sentenza a carico di Filippo Turetta ha spaccato l’opinione pubblica. Gatta: «La nostra Costituzione riconosce il valore della persona anche se autrice di atti efferati»
C’è una verità, apparentemente banale, che abbiamo bisogno di dirci e di ripeterci: «Nessuno è meno». O meglio: l’idea che qualcuno sia meno di qualcun altro non esiste, non ha proprio senso di essere concepita.
Questo numero del nostro settimanale esce a cavallo tra due date, due scadenze che oramai sono entrate a pieno diritto anche nell’immaginario collettivo italiano: il Black friday di venerdì 29 novembre e il Cyber monday di lunedì 2 dicembre. Sono due occasioni che, tanto per cambiare, abbiamo mutuato della cultura americana, nient’altro che momenti in più per fare shopping, spesso online.
Minorenni violenti, l’intervista al questore Odorisio: «Questi ragazzi non sono semplici pedine nelle mani di criminali adulti. Spesso compartecipano ai guadagni degli illeciti»
In un mondo che da mille giorni naviga a vista per le ripercussioni della guerra scatenata da Putin con l’invasione dell’Ucraina, sta per iniziare un Giubileo che al momento pare passare sotto traccia. Troppe sembrano essere le sollecitazioni che l’opinione pubblica riceve – tra politica domestica e internazionale ed economia – per permettersi il lusso di cosa sia un Anno santo e del perché lo si celebri proprio nel 2025.
Una persona su dieci è in povertà assoluta. Un milione e 295 mila bambini (il 13,8 per cento) sono poveri. Al Nord, le famiglie povere sono raddoppiate in dieci anni, passando da 506 mila a quasi un milione (più 97,2 per cento). Sono alcuni dei dati sconvolgenti che Caritas Italiana ha diffuso martedì scorso all’interno del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia 2024, che ha scelto di intitolare – strizzando l’occhio al prossimo Giubileo – “Fili d’erba nelle crepe. Risposte di speranza”, anche se onestamente di segnali di speranza se ne colgono ben pochi.