Tre donne "in cattedra": è successo, per la prima volta, all'incontro in Vaticano su "La protezione dei minori della Chiesa", dove anche tra le vittime la testimonianza che più ha smosso i cuori è stata quella di una donna abusata da un sacerdote della sua parrocchia. Lo "stile femminile" comincia a fare breccia anche in una Chiesa dove spesso trova poco spazio. E Papa Francesco è il primo a tributargli omaggio
Presentato in sala stampa vaticana il programma dell'incontro su "La protezione dei minori nella Chiesa", in programma dal 21 al 24 febbraio. 190 i partecipanti, provenienti dai cinque continenti. Prima della "tre giorni" voluta da Papa Francesco per contrastare gli abusi nella Chiesa, il Comitato organizzativo ha previsto un incontro con un gruppo di rappresentanti delle vittime di diversi Paesi. Sabato sera la liturgia penitenziale e domenica mattina la Messa nella Sala Regia. Poi il discorso finale di Papa Francesco
Un appello ad "offrire soluzioni concrete e reali" per vincere "la battaglia contro la fame e la povertà". A lanciarlo alla comunità internazionale è il Papa, nel discorso al Consiglio dei Governatori dell'Ifad, pronunciato in spagnolo, presso la sede romana della Fao. Francesco esorta a promuovere il protagonismo delle popolazioni rurali e indigene, attraverso un "meticciato culturale", che non faccia differenza tra popoli "di prima" e "di seconda" classe
"Neutralità attiva" e "laicità collaborativa". Per Giuseppe Dalla Torre risiede in questo binomio - che designa, rispettivamente, l'attività internazionale della Santa Sede e la collaborazione tra Stato e Chiesa - l'attualità dei Patti Lateranensi, a 90 dalla firma. "Scongiurare il rischio di una società frammentata, abitata da cittadini che non sanno più riconoscersi abitanti della stessa casa, è un compito, di per sé, già politico", spiega al Sir: "Perché la politica non si fa soltanto attraverso la rappresentanza parlamentare, le strutture partitiche, i consigli regionali o comunali: si fa anche agendo nella società e creando i presupposti per la tutela del bene comune"
A 90 dalla firma, i Patti Lateranensi sono ancora oggi un esempio di "fattiva collaborazione" tra Stato e Chiesa, che "consentono sia alla Santa Sede, sia alla Chiesa italiana di intervenire sul piano economico, sociale, culturale e caritativo per far pronte a tutte quelle forme di povertà che purtroppo oggi ancora affliggono il mondo", come la crisi dei migranti. Ne è convinto mons. Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, che per il Sir analizza anche l'evoluzione del termine "laicità" e del rapporto tra cattolici e politica
L’abbraccio con il Grande Imam di al-Azhar; la firma di un Documento comune e una parola d'ordine: "Fraternità". È la sintesi del 27° viaggio apostolico di Papa Francesco, il primo Pontefice a visitare la penisola arabica e a celebrare una messa all'aperto per un piccolo, ma polifonico, gregge: il milione di cattolici, pari al 10% degli abitanti. Un popolo di migranti a cui il Papa ha chiesto, nello Zayed Sports City davanti a 135mila fedeli e 4mila musulmani, di vivere lo spirito delle Beatitudini
"Il dialogo tra le generazioni è un'esigenza profonda per la Chiesa e Papa Francesco ci incoraggia ad andare avanti". Così padre Giacomo Costa sintetizza per il Sir il "filo rosso" tra la Gmg che si è appena conclusa a Panama e il Sinodo sui giovani, di cui è stato segretario speciale. Prossima tappa: Lisbona 2022.
«Le nuove generazioni, con la loro gioia e il loro entusiasmo, con la loro libertà, sensibilità e capacità critica, esigono dagli adulti, ma specialmente da tutti quelli che detengono un ruolo direttivo nella vita pubblica, di avere una condotta conforme alla dignità e autorità che rivestono e che è stata loro affidata».
Non tralascia i temi politici del momento il card. Gualtiero Bassetti introducendo il primo Consiglio episcopale permanente del 2019. Arrivare all'assemblea di maggio "con un progetto condiviso", l'obiettivo, per "mostrare al Paese che noi cattolici non disertiamo le sfide di questo nostro tempo". Un doppio ringraziamento - agli abitanti di Torre di Melissa per la "solidarietà corale" verso i migranti - e "quanti - non da ultimo le testate giornalistiche - si sono adoperati per evitare il raddoppio della tassazione sugli enti che svolgono attività non profit". A 100 anni dall'appello di don Sturzo, l'esortazione a lavorare insieme per l'unità del Paese. Ai vescovi: "Ripartiamo da questo stile sinodale". Tra le proposte: dare più voce alle Conferenze episcopali regionali