M. Michela Nicolais

M. Michela Nicolais

Papa all’udienza: “In Ucraina nuove atrocità, si metta fine a questa guerra”

Il Papa durante l'udienza di oggi ha menzionato ancora una volta la guerra in Ucraina, denunciando "nuove atrocità, come il massacro di Bucha" implorando la fine della guerra, frutto "delle strategie degli Stati più potenti". Ha mostrato una bandiera ucraina proveniente da Bucha e ha chiamato a sé i bambini ucraini presenti in Aula Paolo VI, distribuendo uova di Pasqua. "Non dimentichiamo il popolo ucraino"

Papa a Malta: “Naufragio della civiltà minaccia non solo i profughi, ma anche noi”

Incontrando 200 migranti ad Hal Far, il Papa ha dato al viaggio a Malta una valenza paradigmatica: "Quella del naufragio è un'esperienza che migliaia di uomini, donne e bambini hanno fatto in questi anni nel Mediterraneo. Le vostre storie fanno pensare a quelle migliaia e migliaia di persone che nei giorni scorsi sono state costrette a fuggire dall'Ucraina a causa di questa guerra ingiusta e selvaggia". I diritti fondamentali di milioni di migranti "sono violati, purtroppo a volte con la complicità delle autorità competenti", la denuncia. Al termine della Messa a Floriana, prima dell'Angelus, Francesco ha pregato ancora una volta la Madonna "pensando alla tragedia umanitaria della martoriata Ucraina, ancora sotto i bombardamenti di questa guerra sacrilega"

Papa a Malta: incontro autorità, per “rifugiati dalla martoriata Ucraina” serve “corresponsabilità europea”

“L’allargamento dell’emergenza migratoria – pensiamo ai rifugiati dalla martoriata Ucraina – chiede risposte ampie e condivise”. Ne è convinto il Papa, che nel primo discorso in terra maltese, rivolto alle autorità e al Corpo diplomatico, ha fatto riferimento alle conseguenze della guerra in corso sui flussi migratori e ha lanciato un forte monito: “Non possono alcuni Paesi sobbarcarsi l’intero problema nell’indifferenza di altri! E non possono Paesi civili sancire per proprio interesse torbidi accordi con malviventi che schiavizzano le persone. Purtroppo questo succede”. 

Lavoro: Cei, “no a lavoro nero, morti bianche, capolarato e sfruttamento degli immigrati”. “Ancora inadeguata la promozione della donna”

“Un Paese che cerca di risalire positivamente la china della crisi non può fondare la propria crescita economica sul quotidiano sacrificio di vite umane”. È il monito contenuto nel Messaggio della Cei per il 1° maggio, in cui si fa presente che “lo scenario che abbiamo davanti è drammatico: nel 2021 sono stati 1.221 i morti (dati Inail), cui si aggiungono quelli ignoti perché avvenuti nelle pieghe del lavoro in nero, un ambito sommerso in cui si moltiplicano inaccettabili tragedie”.