Maddalena Maltese

Maddalena Maltese

Aperta l’assemblea generale dei vescovi Usa. Si cerca l’unità dopo le molte divisioni, anche per la comunione a Biden

E’ l’unità il tema centrale del primo pomeriggio dell’assemblea generale dei vescovi statunitensi, apertasi ieri online. E’ la terza assemblea che si tiene via video a causa della pandemia, ma l’augurio di monsignor José H. Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale Usa, ad inizio incontro è che il prossimo novembre ci si possa ritrovare tutti insieme. L’analisi della Chiesa americana post Covid, offerta da Gomez, non tralascia nessuna delle sfide e delle ferite lasciate dalla pandemia. La varietà di posizioni della Chiesa Usa è stata al centro dei dibattiti pubblici di questi mesi, soprattutto dopo l’elezione alla presidenza di Joe Biden, il secondo cattolico a guidare il Paese.

Usa: un minore su sei vive in povertà. E ora si pensa al reddito minimo garantito

Un salario minimo inferiore a 10 dollari l’ora non consente alle famiglie americane di pagare l'affitto che aumenta ogni anno mentre i salari sono fermi; le spese mediche e i farmaci, la scuola. “Se poi si vive lontani dai trasporti pubblici e si è disabili, la povertà è la condizione normale di milioni di persone”, spiega il rapporto sulla povertà della Commissione sullo sviluppo umano della Conferenza episcopale Usa

George Floyd. La voce dei vescovi dopo il processo: “La Chiesa cattolica è impegnata a cambiare i cuori e le menti “

Il verdetto del processo a Derek Chauvin, l'ex agente di polizia di Minneapolis ora condannato per l’omicidio di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato sotto il suo ginocchio, scioglie le tensioni che da mesi accompagnano Minneapolis e Saint Paul, le due città gemelle, capoluogo del Minnesota. La notizia della condanna ha entusiasmato gli animi, rinvigorito la speranza nella giustizia, restituito dignità agli afroamericani, ma per l’arcivescovo di Minneapolis, Bernard A. Hebda, la decisione della giuria è “un momento che deve far riflettere la comunità” e interrogarla su come ricucire questa “rottura della fraternità e dell’armonia”, ricorrendo al “potere curativo del perdono, della compassione, della riconciliazione e della pace”

L’America si guarda allo specchio dopo un anno di pandemia

Quello che gli Stati Uniti hanno celebrato ieri è stato un anniversario doloroso e cupo. Ha i numeri di 529.079 morti, di 29.150.069 contagiati e di circa 10 milioni di lavori persi. Allo stesso tempo l'11 marzo 2021 ha celebrato la possibilità della rinascita con i numeri dei guariti, con quelli dei vaccini distribuiti oltre 100 milioni e delle persone che li hanno ricevuti, oltre 90 milioni. Non solo. Si celebrano i 1.900 miliardi di dollari di aiuti all’economia, alle imprese, alle città votati dal Congresso anche se in modo non bipartisan: la lacerazione non cessa di essere presente anche di fronte alla tragedia del Paese. Si celebra con le scuole che riaprono in California e l’inaugurazione di nuove fabbriche le cui produzioni vengono convertite per rispondere alle emergenze mediche. Ieri sera alle 20, ora locale di Washington DC, il presidente americano Joe Biden ha parlato al Paese, alla chiusura di un anno che ha scosso come non mai l’America. Biden ha ricordato i sacrifici fatti dal popolo americano e le gravi perdite subite dalle comunità e dalle famiglie, sottolineando anche del ruolo che ogni americano ha giocato e dovrà giocare per sconfiggere il virus e tornare alla normalità

Stati Uniti. Manager e militari per una campagna vaccinale efficace e capillare

Cosa hanno in comune una chiesa battista di Washington, un parcheggio di un centro sportivo di Tampa in Florida e lo Yankee stadium di New York? Sono tutti siti di vaccinazione anti Covid e sono siti gestiti dalla Fema, l’agenzia federale americana per le emergenze. Alcuni siti sono predisposti come drive-in, con le macchine che diventano centri clinici privati o piccole tende con tavolino e sedia per il paziente. Altri invece prevedono salette e poltroncine come un regolare centro di vaccinazione

L’America in preghiera per le 500 mila vittime della pandemia. Biden: “Una pietra miliare straziante e dolorosa”

Ieri sera, 22 febbraio, il presidente americano Joe Biden, dalla Cross Hall della sua residenza ha pronunciato l’elegia funebre per le 500.071 vittime del Coronavirus, più dei morti della prima e della seconda guerra mondiale e del conflitto in Vietnam messi insieme. “Una pietra miliare straziante e dolorosa”, l’ha definita il presidente, precisando che i morti sono descritti come persone ordinarie, ma “non c'è niente di ordinario in loro. Le persone che abbiamo perso sono state straordinarie. E tanti di loro hanno esalato l'ultimo respiro da soli”. Il lutto dell'America è in un momento di silenzio in tutto il Paese, bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici federali e 500 candele sulle scalinate della Casa Bianca, accese all’imbrunire

Nel Texas messo in ginocchio da neve e gelo si moltiplicano i gesti di solidarietà

Nello Stato americano il freddo inusuale e inaspettato sta mietendo molte vittime e creando infiniti disagi alla popolazione, non abituata a temperature polari. L'acqua è divenuta preziosa, un pasto caldo e un giaciglio al sicuro sono beni di prima necessità. In prima linea per aiutare i cittadini e i senzatetto ci sono le parrocchie, che mettono in atto tutte le azioni di accoglienza possibili. Ma anche le singole persone si adoperano per chi è meno fortunato, in una catena di solidarietà