L’inasprimento è arrivato dopo che una famiglia di immigrati, che alloggiava in una struttura gestita dalla Caritas di Rio Grande Valley, è stata fermata dalla polizia in un fast-food ed è stata scoperta positiva al Covid. In poche ore la narrativa dei migranti untori ha fatto il giro dei social e ha provocato reazioni politiche estremamente dure che l'ordinanza del governatore ha sintetizzato dicendo che "bus carichi di migranti, un numero imprecisato dei quali è infetto da Covid-19, vengono trasportati verso comunità sparse in tutto lo Stato del Texas, esponendo i texani alla diffusione del Covid-19". A nulla è valso un comunicato e un messaggio video diffuso da suor Norma Pimentel, la religiosa responsabile della Caritas di Rio Grande Valley, in cui spiegava che le famiglie prese in custodia vengono segnalate dalla Border Patrol, la polizia di frontiera federale, che li rilascia dopo i controlli di rito e alcuni giorni di detenzione
Ci sono i riluttanti, gli ansiosi, i procrastinatori. Ci sono gli evangelici bianchi, i cattolici latino-americani, i battisti afroamericani. Ci sono alcuni elettori di Trump, quelli che attendono l’autorizzazione ufficiale dall’agenzia del farmaco; quelli che vivono negli stati del Sud. Tutti hanno in comune un No: non vogliono farsi vaccinare contro il coronavirus. A più di sei mesi dall'inizio della campagna di vaccinazione contro il Covid-19, i cristiani evangelici continuano ad essere il gruppo più resistente secondo i dati pubblicati il 28 luglio scorso dal Public Religion Research Institute e dall'Interfaith Youth Core, un gruppo apartitico che studia l'intersezione tra religione e vita pubblica
Da quando le proteste sono cominciate si ritrovano online da Tampa, Orlando, e da altre città della Florida, ma anche da Atlanta in Georgia e da New York; ogni sera alle nove. Pregano per Cuba, pregano per la loro terra e per gli amici e i parenti scesi in piazza a protestare per la fame, per la sete di libertà, per quel mondo che internet ha avuto la capacità di mostrare diverso dalla narrativa del governo. Maria è economista, ma prima di tutto è una cattolica che quattro anni fa, grazie al lavoro del marito è arrivata negli Stati Uniti e ci è rimasta. È lei l’anima della preghiera notturna dei cubani-statunitensi che accompagnano a distanza quanto si vive sull’isola
Sono dieci le famiglie della parrocchia di Saint Joseph, a Surfside, un sobborgo a nord di Miami Beach di cui non si ha notizia dal 24 giugno. Le loro vite sono state seppellite nel crollo parziale del condominio delle Champlain Towers South, che ora nelle sue viscere, custodisce ancora i corpi di 145 dispersi. Sono 18, invece, le vittime ritrovate in mezzo ai detriti, da soccorritori eroici arrivati anche da Israele e dal Messico. Mercoledì sono stati recuperati i corpi di due bambini. Giorni fa, il timore era di non trovare vivo nessun disperso, oggi la devastante realtà è che nessun corpo possa essere recuperato. Il presidente americano Joe Biden e la first lady Jill, ieri hanno visitato la cittadina
Le proteste seguite alla morte di George Floyd “hanno segnato uno spartiacque nella lotta al razzismo”, scrive il commissario per i diritti umani all’Onu, Michelle Bachelet. E uno spartiacque è stato segnato anche dalla sentenza di condanna a 22 anni e mezzo del poliziotto bianco Derek Chauvin, per omicidio di secondo grado. Secondo l'ufficio del procuratore generale del Minnesota, Chauvin, in qualità di agente, "ha abusato di una posizione di fiducia e autorità", e ha trattato Floyd con " particolare crudeltà", mentre dei bambini guardavano quando Floyd è stato inchiodato al marciapiede, senza che tre dei suoi, ora, ex colleghi intervenissero. Anche loro sono in attesa di processo
Con 168 voti a favore, 55 contrari e sei astenuti, i presuli americani hanno scelto di avviare una commissione di studio su un testo che includerà nella terza parte una sezione sulla “coerenza eucaristica” per i politici cattolici, quindi sulla "dignità" per accedere alla comunione in riferimento a tutti quei credenti che svolgono cariche pubbliche ma sostengono legislazioni favorevoli ad aborto, eutanasia, unioni tra persone dello stesso sesso
E’ l’unità il tema centrale del primo pomeriggio dell’assemblea generale dei vescovi statunitensi, apertasi ieri online. E’ la terza assemblea che si tiene via video a causa della pandemia, ma l’augurio di monsignor José H. Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale Usa, ad inizio incontro è che il prossimo novembre ci si possa ritrovare tutti insieme. L’analisi della Chiesa americana post Covid, offerta da Gomez, non tralascia nessuna delle sfide e delle ferite lasciate dalla pandemia. La varietà di posizioni della Chiesa Usa è stata al centro dei dibattiti pubblici di questi mesi, soprattutto dopo l’elezione alla presidenza di Joe Biden, il secondo cattolico a guidare il Paese.
Un salario minimo inferiore a 10 dollari l’ora non consente alle famiglie americane di pagare l'affitto che aumenta ogni anno mentre i salari sono fermi; le spese mediche e i farmaci, la scuola. “Se poi si vive lontani dai trasporti pubblici e si è disabili, la povertà è la condizione normale di milioni di persone”, spiega il rapporto sulla povertà della Commissione sullo sviluppo umano della Conferenza episcopale Usa
Il verdetto del processo a Derek Chauvin, l'ex agente di polizia di Minneapolis ora condannato per l’omicidio di George Floyd, l’afroamericano morto soffocato sotto il suo ginocchio, scioglie le tensioni che da mesi accompagnano Minneapolis e Saint Paul, le due città gemelle, capoluogo del Minnesota. La notizia della condanna ha entusiasmato gli animi, rinvigorito la speranza nella giustizia, restituito dignità agli afroamericani, ma per l’arcivescovo di Minneapolis, Bernard A. Hebda, la decisione della giuria è “un momento che deve far riflettere la comunità” e interrogarla su come ricucire questa “rottura della fraternità e dell’armonia”, ricorrendo al “potere curativo del perdono, della compassione, della riconciliazione e della pace”