Maddalena Maltese

Maddalena Maltese

Usa: oggi Joe Biden giura da 46° presidente per un’America plurale

Biden giurerà non davanti alle folle, ma a pochi invitati tenuti a distanza non solo dal Coronavirus ma anche dalla paura di attentati che ha militarizzato Washington. Biden giurerà per restituire l’anima ad una nazione, che come ricordava Toqueville “è grande perché è buona”, ma che “se smettesse di essere buona cesserebbe di essere anche grande”; e il suo 46° presidente ne è consapevole

Con un voto netto la Camera Usa dimostra che “nessuno è al di sopra della legge”. Nemmeno il presidente

È trascorsa una settimana da quando i supporter del presidente uscente, Donald Trump, hanno preso d’assalto il Campidoglio, saccheggiato gli uffici e colpito con un estintore un poliziotto, morto poco dopo nell’esercizio del suo dovere: difendere la casa del popolo. Quello stesso giorno è morta anche una donna californiana, uccisa dagli agenti che cercavano di proteggere l’aula dove si svolgeva la seduta congiunta e intanto altre 3 persone sono morte per problemi di salute aggravati dall’assalto. Dopo quell’aggressione al simbolo sacro della politica americana, con un voto di 232-197 a favore dell'impeachment, "la Camera ha dimostrato che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno il presidente degli Stati Uniti". La partenza del presidente Trump da Washington, Dc, non guarirà il Paese da violenza e divisioni e non basterà un capro espiatorio a risolvere, perché il problema si ripresenterà.

Violenze a Capitol Hill. Pearce (Univ. Fordham): “Tutto è cominciato nel novembre 2016”

“Non è stato inaspettato quello che è accaduto al Campidoglio il 6 gennaio, ma confesso che sono spaventato da quanto potrebbe accadere da qui al giorno del giuramento”. Ad affermarlo è Russell Pearce, ordinario di diritto e docente di etica e religione in ambito legale all’università di Fordham, una delle più antiche degli Stati uniti. Osservando le scene di persone furenti e sprezzanti invadere le aule del Campidoglio e i suoi uffici, addolorato per i cinque morti, è tornato con la memoria alla vittoria di Trump del 2016 quando il magnate, pur vincitore, aveva evocato frodi e incitato i suoi supporter ad esercitare quanto promulgato nel secondo emendamento: il diritto di possedere e usare le armi. In questo caso per fermare l’avversario democratico

Dopo l’insurrezione a Washington si levano le voci dei cattolici. Unanime la condanna delle violenze

Oltraggio, rabbia, inquietudine, smarrimento. Le scene di un Campidoglio preso d’assalto, vandalizzato, “dissacrato” hanno scosso gli Stati Uniti. Vedere sventolare dentro il tempio della democrazia bandiere confederate e manifestanti sempre più agguerriti avanzare di fronte ad una polizia incapace di porvi resistenza ha sconvolto prima che il mondo gli stessi americani. Non c'è memoria di folle che abbiano circondato il Campidoglio, preso in ostaggio i rappresentanti del popolo, mettendo in pericolo la sicurezza delle massime cariche dello Stato.

Comincia l’era Biden. Calvo-Quirós (sociologo): “Ereditiamo una nazione estremamente frammentata e divisa”

“Biden e tutti noi ereditiamo una nazione estremamente frammentata e divisa con tante sfide in termini di razza, classi sociali, gender, relazioni internazionali. Ereditiamo un paese alle prese con le conseguenze umane ed economiche del Covid ed entrambe perdureranno oltre il vaccino, oltre qualunque piano di aiuti”. William A. Calvo-Quirós, sociologo e professore associato di Cultura americana e studi etnici all'Università del Michigan non ha dubbi sul perdurare di una crisi a più livelli che gli Usa non possono scampare

Biden ad un passo dalla Casa Bianca, ma Trump non si arrende

Era atteso e il tempo che passa senza che si arrivi ad un risultato definitivo non fa che confermarlo. A quattro giorni dalla chiusura delle urne non c’è ancora certezza su chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. Ci si aspettava il caos da queste elezioni e anche se la sospensione di queste ore cresce, non ci sono stati gli scontri a cui la polizia si è preparata da mesi

Comunque andrà è la vittoria dell’America dell’attivismo. Ma il nuovo presidente dovrà ricompattare il Paese

Comunque andrà avrà vinto l’America dell’attivismo, del porta a porta, degli zoom elettorali e anche dei criticatissimi rallies. Il verdetto delle urne stabilirà chi sarà il 46° presidente degli Stati Uniti, ma prima che le urne, a scegliere il destino del Paese sono state le persone che hanno atteso in fila anche per 6 ore pur di esprimere il loro voto. Sono stati quelli che in barba alla pandemia hanno votato per posta, sfidando anche le falle di consegna. “L'unico modo per avere voce in capitolo per migliorare te stesso e il nostro Paese è votare” è stato, sia sul versante repubblicano che democratico, lo slogan di semplici attivisti, ma anche di attori, cantanti, giocatori di baseball e basket