Madina Fabretto

Madina Fabretto

collaboratrice

Nata a Roma nel 1960 da genitori istriani. Ha studiato a Padova, dove attualmente vive e lavora. Laureata in lettere, è professionista nel 1990. I suoi campi di interesse sono il mondo del lavoro, il terziario sociale, la cultura, le storie delle persone. 

Lanzarin: “Stiamo valutando i tempi e i modi per consentire le visite dei familiari”

Invitano a un cauto ottimismo i dati diffusi dal governatore del Veneto Luca Zaia, con 40 dimessi, 29 nuovi casi di coronavirus, 392 mila tamponi effettuati e ancora 13 morti, dato comunque in calo rispetto agli ultimi giorni. Al termine del suo intervento, Zaia ha lasciato la parola all’assessore Lanzarin, che ha reso noto di aver avviato un ragionamento con i direttori delle case di riposo sulla possibilità di consentire le visite ai familiari. 

Scrive a Zaia e Lanzarin per sapere quando potrà rivedere la madre

Anche i familiari degli ospiti delle case di riposo attendono con ansia la loro Fase2. Consapevoli che il distanziamento sociale sia stato indispensabile per evitare che il contagio si diffondesse all’interno delle strutture, come è drammaticamente accaduto in alcuni casi, molti dei figli degli anziani ospiti delle case di riposo venete chiedono ora di poter far visita, pur con tutte le precauzioni necessarie, ai loro genitori.

Un morbido antidoto contro la solitudine

Quando gli abbracci scarseggiano, ci dev’essere qualcosa di morbido da toccare, coccolare, accudire. Per i bambini appena nati è un bel modo per cominciare a scoprire il mondo, ma un pupazzo di pezza piace a tutte le età, al punto che per alcune persone anziane, specialmente le più fragili e smarrite, può essere una vera e propria compagnia, che rallegra la giornata e aiuta a comunicare. Simonetta Barbiero ne ha realizzati alcuni per gli ospiti della Fondazione Santa Tecla che da allora non se ne sono più sperati.

Lontani ma uniti: l’isolamento sociale degli ospiti della residenza Santa Chiara

Consapevoli di non potersi sostituire all’affetto dei parenti, gli operatori della Civitas Vitae Angelo Ferro le studiano tutte per far sentire i loro ospiti vicini ai familiari. Oltre alle video-chiamate, è stato attivato il servizio “C’è posta per te” dove si possono inviare messaggi, video, fotografie e altro destinate ai propri cari. Per quanto doloroso, spiega la direzione della struttura, è il modo più sicuro per preservare gli ospiti dal contagio.

A volte basta una telefonata per sentirsi meno soli

Nell’ambito del progetto “Sentinelle di comunità”, i Comuni di Saonara e Ponte San Nicolò hanno messo a disposizione degli anziani del territorio, delle famiglie che li assistono e dei volontari che si prendono cura di persone sole o in difficoltà un servizio di sostegno psicologico telefonico gratuito. Chiamando il numero 375.6326075 il lunedì e il giovedì dalla 15 alle 18 si può parlare con la dottoressa Marta Casagrande. Oppure si può lasciare un messaggio in segreteria per prendere un appuntamento telefonico. 

Coronavirus: perché è più pericoloso per gli anziani e cosa è meglio fare

In questi giorni sul Coronavirus è stato detto tutto e il contrario di tutto. Ma ci sono alcuni punti che vanno confermati: il virus può provocare polmoniti gravi ed è più pericoloso per le persone anziane. Lo ribadisce il dottor Valter Giantin, medico presso la Clinica Geriatrica dell’Università di Padova. «Le statistiche – conferma – ci dicono che abbiamo una età media per i decessi di 80,3 anni. Più si avanza con l’età e più aumenta il rischio di mortalità, in particolare sopra i 75 anni».