Marco Calvarese

Marco Calvarese

Viaggio in un Covid hotel di Roma. L’ospitalità come nuova dimensione di assistenza e salute per vincere la paura dell’isolamento

Viaggio nel Covid hotel di Roma gestito dalla Fondazione Policlinico Gemelli, dove viene offerta ospitalità ed assistenza per pazienti asintomatici o paucisintomatici autosufficienti, dimessi da ospedali o provenienti dalle loro abitazioni. Ci sono costantemente circa 80 ospiti, con dimissioni nell’ordine di 10 persone quotidiane che vengono immediatamente rimpiazzate da altrettante, per un totale di circa 250 pazienti transitati in un mese. "Il covid è una patologia complessa che coinvolge la persona a 360 gradi", ci racconta il medico responsabile Barillaro a cui fanno eco le parole del medico di riferimento Acampora, "l’isolamento è la cosa che fa soffrire i pazienti più della paura del coronavirus"

Coronavirus Covid-19: mons. Santoro (Avezzano), “la situazione è drammatica ma noi continuiamo ad essere contagiosi di carità e prossimità”

“La situazione sanitaria nella Marsica e nella provincia di L’Aquila è drammatica. Non c’è città, paese o piccolo borgo che non sia stato attraversato dal dramma di questo virus”: lo dice al Sir mons. Pietro Santoro, vescovo della diocesi di Avezzano, che racconta in questo modo l’alto numero di contagi e morti sottolineando anche le difficoltà in fatto di strutture sanitarie: “L’ospedale di Avezzano ha il personale che sta operando al meglio delle sue possibilità, ma la struttura non è in grado di affrontare questa pressione”.

L’ultimo saluto a Willy Monteiro. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per gli amici!”

Migliaia di persone raccolte dentro e fuori il campo sportivo di Paliano, tutte indossando una maglietta bianca, hanno dato l’ultimo saluto a Willy Monteiro, il ragazzo di 21 anni che, come detto da mons. Mauro Parmeggiani durante l’omelia del funerale, ha dovuto subire una “morte barbara” a calci e pugni per essere intervenuto in difesa di una persona finita in una rissa a Colleferro.

“Pronto, sono Papa Francesco”. Da una telefonata di Bergoglio nasce l’idea di una giornata di preghiera per lui ogni 13 del mese

“Mentre parlavamo al telefono ho avuto un’ispirazione, mi è venuta l’idea di creare un gruppo di preghiera per Papa Francesco e gliel’ho detto immediatamente. Mi ha risposto ‘brava, veramente ho bisogno, fallo questo gruppo di preghiera’”. A raccontare l’esperienza è Angela Rachel Bilégué che, assieme ai giovani del gruppo Talità Kum, ha organizzato la “Giornata di preghiera per Papa Francesco”, fissata per il 13 di ogni mese. Infatti il 13 dicembre è diventato sacerdote, il 13 marzo è stato eletto Papa ed inoltre è un numero che fa pensare alla Madonna di Fatima, apparsa il 13 maggio. “L’intenzione è quella di dedicare un’intera giornata al mese a Papa Francesco, coinvolgendo tutti in diversi modi: nel sacrificio, nel digiuno e nella preghiera”