Anche il Patriarca Bartolomeo invia aiuti in Ucraina. E’ arrivato a Kiev il primo carico di aiuti umanitari, medicinali e forniture mediche, cibo e vestiti, organizzato dal Patriarcato ecumenico in aiuto degli ucraini colpiti dall’aggressione russa.
È stata distrutta la sede della Caritas Ucraina di Mariupol e ci sono vittime. A dare la notizia è stata la Caritas Ucraina su Twitter e, raggiunta questa sera dal Sir, la presidente dell’organizzazione Tetiana Stawnychy ha confermato purtroppo l’informazione.
“La Settimana Santa è già iniziata. Stasera arriverà a Kiev in nunziatura il card. Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità ed inviato speciale del Santo Padre per gli aiuti umanitari in Ucraina. Sarà quindi una bellissima occasione per vivere tutto il triduo pasquale insieme a sua eminenza che per me sarà anche un segno di grandissima vicinanza del Papa in persona”.
Le dichiarazioni del Patriarca di Mosca Kirill a sostegno del conflitto militare in corso in Ucraina e a favore del presidente russo Putin stanno provocando nel mondo ecumenico un vero e proprio scossone tanto da spingere molti a chiedere al Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) di "espellere" il Patriarcato di Mosca. Il Sir ha girato la domanda direttamente al segretario generale ad interim, il Rev. Ioan Sauca. “Ci sentiamo tutti arrabbiati, frustrati, delusi e, umanamente ed emotivamente, tendiamo a prendere decisioni immediate e radicali. Tuttavia, come seguaci di Cristo, ci è stato affidato il ministero della riconciliazione e dell'unità. Sarebbe molto facile usare il linguaggio dei politici ma siamo chiamati a usare il linguaggio della fede. È facile escludere, scomunicare, demonizzare; ma siamo chiamati come Wcc ad essere una piattaforma di incontro, dialogo e ascolto anche se e quando non siamo d'accordo”.
“I nostri sguardi sono tristi, ma è incredibile che tutti siano rimasti vivi”. Con queste parole il vescovo della diocesi cattolica latina di Kiev mons. Vitalii Kryvytsky, ha annunciato sulla sua pagina facebook che il seminario teologico di Vorzel è stato saccheggiato.
Funzione commemorativa ieri sulle fosse comuni di Bucha. A presiederla Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev e capo della chiesa greco-cattolica ucraina, che ha reso visita alle città di Irpin, Bucha e Gostomel liberate dall’occupazione russa. Ad Irpin, l’arcivescovo ha visitato la Chiesa della Natività della Beata Vergine e a Bucha ha pregato su una delle fosse comuni in memoria “di tutti gli innocenti uccisi dagli occupanti”
Viaggio del cardinale Jean-Claude Hollerich SJ, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea (Comece) e del Rev. Christian Krieger, presidente della Conferenza delle Chiese Europee (Cec) al confine tra Polonia e Ucraina, sul valico di frontiera Dorohusk-Yahodyn.
Parla il vescovo di Kiev, mons. Kryvytskyi. Per la prima volta prende la parola dopo aver visto le scene di massacro e distruzione nelle città di Bucha, Irpin, Gostomel, Vorzel'. Le elenca ad una ad una perché le conosce molto bene come pure le tante persone che "lì vivevano felici e sereni". “È tutto cambiato e queste città - dice - sono state oggi ferite da gente cattiva, colpite da atti di barbarie, prese di mira dall’odio. Nessuno può trovare una giustificazione a questi crimini commessi dai russi e sono consapevole e certo che a suo tempo tutti i responsabili di questi crimini saranno puniti. Per il momento noi viviamo e sopportiamo con la gente questo dolore. Sentiamo il vuoto nei nostri cuori. Piangiamo con tutte le vittime”