Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Ucraina. L’appello dei sacerdoti: “Si facciano corridoi umanitari anche per dare sepoltura ai morti”

Vite spezzate, corpi lasciati sulle strade, fosse comuni, madri russe e ucraine che non hanno avuto ancora la possibilità di abbracciare e salutare per l’ultima volta i propri figli caduti sul campo di battaglia. La guerra è anche questo. Ce lo raccontano padre Andriy Zelenskyy, cappellano militare, e padre Mykhajlo Melnyk, che giovedì scorso si trovava a Irpin dove un gruppo di sacerdoti ha potuto dire una preghiera e benedire i corpi messi in una fosse comune

Ucraina. Mons. Kulbokas (nunzio): “Le bombe cadono ovunque. Come può l’umanità accettare una guerra così?”

Il racconto del nunzio apostolico da Kiev, città tra le più bersagliate dagli attacchi russi e dove per tutta la notte si sono registrati nei sobborghi pesanti bombardamenti. “Immaginiamo cosa può succedere quando finiranno le scorte di acqua e di cibo. Ma c’è anche emergenza freddo: questa notte le temperature sono scese a meno 10 e tutti, grandi e piccoli, stanno soffrendo”

Ucraina: don Semenkov (Kharkiv), “in città senza acqua, luce e gas. File lunghissime di persone ai supermercati e alle farmacie”

“Ogni momento stanno buttando le bombe, la città è distrutta. Per fortuna la curia non è stata più colpita così come le altre chiese. Una bomba però è caduta vicino alla sinagoga. In città non c’è acqua, né gas né luce. Sono uscito proprio ora per una commissione e ho visto file lunghissime di persone sia ai supermercati dove fanno entrate in maniera scaglionata sia alle farmacie”. 

Ucraina: lettera del card. Hollerich (vescovi Ue) al Patriarca Kirill, “per favore, rivolga un urgente appello alle autorità russe”

“Condividendo i sentimenti di angoscia e preoccupazione di Papa Francesco più volte espressi per i ‘fiumi di sangue e lacrime che scorrono in Ucraina’, mi permetto di implorare Sua Santità con spirito di fraternità: per favore, rivolga un urgente appello alle autorità russe affinché fermino immediatamente le ostilità contro il popolo ucraino e mostrino buona volontà per cercare una soluzione diplomatica al conflitto, basata sul dialogo, il buon senso e il rispetto del diritto internazionale, consentendo al contempo corridoi umanitari sicuri e accesso illimitato all’assistenza umanitaria”.