La crisi ucraina, gli aiuti umanitari e l’importanza del processo negoziale in corso, “esprimendo la loro speranza per il raggiungimento al più presto di una pace giusta”.
Vite spezzate, corpi lasciati sulle strade, fosse comuni, madri russe e ucraine che non hanno avuto ancora la possibilità di abbracciare e salutare per l’ultima volta i propri figli caduti sul campo di battaglia. La guerra è anche questo. Ce lo raccontano padre Andriy Zelenskyy, cappellano militare, e padre Mykhajlo Melnyk, che giovedì scorso si trovava a Irpin dove un gruppo di sacerdoti ha potuto dire una preghiera e benedire i corpi messi in una fosse comune
“Aiutateci a difenderci da questo aggressore che sta bombardando dal cielo le nostre case, scuole, asili, ospedali. Chiudete il cielo!”. È il disperato appello giunto al Sir di mons. Stanislav Szyrokoradiuk, vescovo della diocesi cattolica di Odessa-Simferopol.
Il racconto del nunzio apostolico da Kiev, città tra le più bersagliate dagli attacchi russi e dove per tutta la notte si sono registrati nei sobborghi pesanti bombardamenti. “Immaginiamo cosa può succedere quando finiranno le scorte di acqua e di cibo. Ma c’è anche emergenza freddo: questa notte le temperature sono scese a meno 10 e tutti, grandi e piccoli, stanno soffrendo”
Tutte le “ragioni” del conflitto in Ucraina spiegate dal punto di vista russo, dalla Nato al Donbass fino alle sanzioni ecumeniche imposte oggi, ricordando Maidan e colpendo anche il Patriarca Bartolomeo.
“Ogni momento stanno buttando le bombe, la città è distrutta. Per fortuna la curia non è stata più colpita così come le altre chiese. Una bomba però è caduta vicino alla sinagoga. In città non c’è acqua, né gas né luce. Sono uscito proprio ora per una commissione e ho visto file lunghissime di persone sia ai supermercati dove fanno entrate in maniera scaglionata sia alle farmacie”.
“Condividendo i sentimenti di angoscia e preoccupazione di Papa Francesco più volte espressi per i ‘fiumi di sangue e lacrime che scorrono in Ucraina’, mi permetto di implorare Sua Santità con spirito di fraternità: per favore, rivolga un urgente appello alle autorità russe affinché fermino immediatamente le ostilità contro il popolo ucraino e mostrino buona volontà per cercare una soluzione diplomatica al conflitto, basata sul dialogo, il buon senso e il rispetto del diritto internazionale, consentendo al contempo corridoi umanitari sicuri e accesso illimitato all’assistenza umanitaria”.
“Quando la Chiesa costruisce la pace, lo fa attraverso gesti di risolutezza assoluta”. Lo dice al Sir il nunzio apostolico in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas, a proposito della presenza del card. Konrad Krajewski, inviato speciale del Santo Padre per l’assistenza umanitaria in Ucraina.