Appello del presidente dei vescovi dell’Unione europea alle autorità degli Stati membri dell’Ue e alla Chiesa in Europa: “Accogliete e ricollocate i rifugiati” dando prova di “una solidarietà concreta”. “Il recente viaggio del Santo Padre nelle terre di Cipro e della Grecia – scrive nell’appello diffuso oggi il card. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece – ha testimoniato ancora una volta la situazione precaria e, a volte, la disperazione dei nostri fratelli e sorelle rifugiati in alcuni Paesi d’Europa, in attesa che noi ascoltiamo le loro voci che chiedono il nostro aiuto e la nostra attenzione.
“Il sentimento più diffuso che si respira in questi giorni ad Hong Kong è la mancanza di speranza per il futuro". È padre Paolo Ceruti, missionario del Pime, a descrivere il clima che si vive in queste ore in città. Si sono da poco chiusi i seggi delle elezioni indette per il rinnovo del Consiglio legislativo (LegCo), il parlamentino di Hong Kong, l’ex colonia britannica destinata a tornare sotto la sovranità cinese. Attestati di “patriottismo” imposti a tutti i candidati e diminuzione dei seggi a suffragio universale: queste le regole del “nuovo” sistema elettorale imposto da Pechino. Più di 4,5 milioni di abitanti erano chiamati alle urne ma alla fine hanno risposto solo 1,35 milioni di persone, facendo segnare una percentuale di partecipazione al minimo storico del 30,2%
Rispetto dei diritti fondamentali e della dignità dei migranti e dei rifugiati compreso il diritto di asilo e il principio di non respingimento; impegno a prevenire “ogni tipo di strumentalizzazione” delle persone che giungono alle nostre frontiere; invito a tutti gli Stati Membri ad “esprimere reciproca solidarietà concreta in situazioni di pressione”.
“Ogni cuore del Myanmar sta dicendo con grande dolore: questa è la nostra terra. Terra su cui è scesa l’oscurità, dove la morte violenta è norma. Terra diventata una valle delle lacrime”. “Con Gesù vogliamo proclamare: sia pace. Alla Nazione che si è inferta queste ferite, diciamo: ora basta, mio caro Myanmar”.
“Queste Giornate sociali cattoliche europee sono importanti perché mostrano che i cristiani, i cattolici, sono vivi in Europa e che possiamo lavorare per la solidarietà e per il benessere di ciascuno cittadino di questa Europa, specialmente per i giovani e per l’avvenire che abbiamo a cuore tutti”.
“L’importanza di questo incontro emerge chiaro nelle parole stesse pronunciate oggi dal Papa, cioè il fratello è fratello e quindi tra fratelli è importante incontrarsi per tenere vivo un dialogo. Penso che nasca da qui l’importanza del prossimo incontro tra il Papa e il Patriarca”.
“A noi, come Chiesa, non è richiesto lo spirito della conquista e della vittoria, la magnificenza dei grandi numeri, lo splendore mondano. Tutto ciò è pericoloso. È la tentazione del trionfalismo. A noi è chiesto di prendere spunto dal granello di senape, che è infimo, ma umilmente e lentamente cresce”.