Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Incendio a Notre Dame. Mons. Aupetit (arcivescovo di Parigi): “Siamo stati colpiti ma non abbattuti. La cattedrale rivivrà”

Migliaia di persone si sono unite nella Chiesa di Saint-Sulpice per la celebrazione della Messa crismale, a due giorni dall’incendio della cattedrale Notre-Dame. Seduta in prima fila, anche Brigitte Macron. E con lei il ministro dell’Interno Christophe Castaner, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo e la presidente della Regione Ile-de-France. “La cattedrale è in parte caduta. La cattedrale rivivrà. Rinascerà”, ha detto l’arcivescovo di Parigi mons. Michel Aupetit

Sud Sudan. Padre Latansio (Consiglio Chiese cristiane): “Quel bacio mi ha commosso e colpito”

Padre James Oyet Latansio, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan: “Il Papa ha dovuto dire con un gesto clamoroso che si può servire il popolo con umiltà e semplicità. Questo è il messaggio. Come il gesto di Gesù con la lavanda dei piedi, la stessa cosa ha fatto Francesco per dare il segnale che non basta essere capi di una Nazione se non si serve con umiltà il proprio popolo. Mi ha commosso. Mi ha colpito molto”

Incendio a Notre-Dame. Mons. Rougé (Nanterre): “La cattedrale è il cuore di questo Paese”

Mons. Matthieu Rougé (vescovo di Nanterre): “Mi ha commosso vedere come la gente, in questa Francia scristianizzata oggi, ha reagito, facendo vedere come Notre-Dame sia luogo del suo cuore, il cuore del nostro Paese”. “È un momento importante. Le difficoltà ci saranno. Ci saranno ancora le divisioni, forse anche le polemiche ma questo momento di verità rimarrà e tutto ciò deve essere valorizzato oggi”

Discorsi di odio e fake news sul web. I giornalisti europei si interrogano: “Cosa ci rende così arrabbiati?

Discorsi di odio, fake news, disinformazione. Giornalisti ed esperti della comunicazione di tutta Europa si sono riuniti in questi giorni a Helsinki e Stoccolma per analizzare il fenomeno e contrastarlo. A promuovere l’iniziativa la Wacc Europa (Associazioni mondiale per la comunicazione cristiana) insieme alla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e alla Chiesa evangelica luterana di Finlandia. Migranti e rifugiati, il fenomeno dei gilet gialli, l’Unione europea, la Brexit. Sono questi i “temi caldi” che attraversano l’Europa

Taizé. Frère Alois in Italia: “Aiutare i giovani a non perdere la fiducia nel futuro”

Incontro a Roma del priore della comunità ecumenica di Taizé con Papa Francesco e con il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, e l’invito a partecipare a maggio all’incontro della pastorale giovanile a Palermo. “In Italia, come in molti altri paesi, i giovani sono sottoposti a forti pressioni e capisco molto bene che c'è una certa paura per il futuro in quanto a volte sembra incerto. A Taizé, noi cerchiamo di ascoltare e accompagnare i giovani aiutandoli a non perdere mai la fiducia”

Gli imam “italiani”: 40enni, sposati e con titolo di laurea. “Non un problema ma una risorsa a beneficio di tutti”

Quarantenne, sposato, con un elevato grado d’istruzione e un'ottima conoscenza della Costituzione. Non solo guida spirituale ma uomo "multi-tasking", soprattutto mediatore socio-culturale tra la comunità e il nostro Paese. È l’identikit che emerge da un’indagine inedita - contenuta nel libro “Il Dio dei migranti. Pluralismo, conflitto, integrazione” - sugli imam che guidano le moschee e le sale di preghiera presenti nel nostro Paese. Paolo Naso, uno degli autori, al Sir: “L’appartenenza religiosa degli immigrati non è un problema ma una risorsa sociale a beneficio di tutti”.

Incontro Papa Francesco e Re Mohamed VI. Aicha Haddou (Centro di ricerca degli ulema del Regno): “Un presagio di luce per il mondo”

Parla la direttrice del Centro di ricerca "Interfaith & Peacebuilding" che si trova all’interno della prestigiosa Rabita (Lega) El Mouhammadia degli Ulema: “L'incontro tra Sua Maestà il Re Mohamed VI e Sua Santità Papa Francesco sembra essere qualcosa di assolutamente naturale. È l’incontro tra due grandi leader religiosi che condividono molte cause comuni: sfida climatica, consolidamento della pace, sensibilità e attenzione per l'altro, questione migratoria e posizione contro derive estreme”

Papa in Marocco. Rachid Saadi: “Spero che questo viaggio porti una maggiore fraternità tra i nostri cittadini”

Rachid Saadi (marocchino e musulmano) è docente di pedagogia interculturale e di islamologia. “La nostra speranza - dice - è che questa visita, soprattutto l'incontro con i responsabili dell'Istituto di formazione degli imam, dia il via ad una vera e propria dinamica di dialogo interreligioso. Si vedono già alcuni segnali precursori”. Tra questi, il professore indica il progetto d’inserire un corso sulla conoscenza del cristianesimo ‘così come è pensato e vissuto dai cristiani” nel percorso di formazione degli imam

Papa in Marocco. Movimento islamico “Unità e Riforma”: “Francesco ci aiuti ad allentare le tensioni tra le due sponde del Mediterraneo”

Il Papa atteso anche dai musulmani del Marocco. Abderrahim Cheikhi, presidente del Movimento “Unità e Riforma”: “Diamo anche noi il benvenuto a Francesco. Stiamo assistendo a un aumento dei discorsi di odio che spesso si trasformano in pericolosi atti di violenza. Credo che il Papa e, in generale, gli uomini saggi cristiani e musulmani possono lanciare un messaggio e rafforzare con il dialogo i legami di amicizia tra le religioni. Abbiamo bisogno di questo dialogo per ridurre le tensioni che esistono”