Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Accordo Santa Sede-Cina. Yan (Shanghai): “Svolta significativa dopo decenni di tensione”

Chiaretto Yan, da Shanghai, professore del seminario nazionale di Pechino e autore di libri dedicati alla Chiesa cattolica in Cina, commenta per il Sir il rinnovo dell’Accordo Santa Sede-Cina: ha fornito – dice - “un quadro incentrato principalmente sulla nomina dei vescovi in Cina, una questione controversa che era stata un ostacolo nelle relazioni tra il governo cinese e la Santa Sede”. Questo quadro “potrebbe essere migliorato nel tempo” ma il fatto che si sia deciso di prorogarlo non più per due ma per quattro anni è segno che “è maturata una fiducia reciproca e il dialogo si prosegue stabilmente”.

La “missione” di Taizé sui fronti di guerra. Fr. Matthew: “A fianco di chi soffre, per non spegnere la speranza”

Dal 25 settembre al 7 novembre è in corso una "missione" di Taizé in Ucraina. Da Kiev, a Poltava, Zaporizhzhia, Dnipro Odessa…sono tre i fratelli della comunità che stanno viaggiando per il Paese, andando incontro alle comunità e ai giovani. È fr. Matthew, priore della Comunità di Taizè, a spiegare al Sir i motivi che hanno spinto la Comunità ad intraprendere questa iniziativa: "La cosa che veniva chiesta più volte, è: non dimenticateci. Raccontate cosa avete visto e fate sapere quello che stiamo vivendo. Perché questa è la grande paura: essere abbandonati"

Moldova: vento filo russo sulle elezioni. Mons. Lodeserto (Chisinau), “voto temuto, ci aspettano giorni estremamente delicati”

“Il voto filo russo era temuto. Chi vive in Moldavia non si meraviglia di questo risultato, in considerazione del fatto che la gran parte della popolazione è di cultura sovietica, per cui ritiene conservare il legame con la Russia, prendendo le distanze dalle scelte politiche di Putin”. È mons. Cesare Lodeserto, vicario generale nella diocesi di Chisinau, a leggere i risultati delle elezioni di domenica 20 ottobre. La popolazione è stata chiamata alle urne per il primo turno delle presidenziali, che vedevano contrapposta la presidente filoeuropeista Maia Sandu a 10 candidati filorussi, e per il referendum che chiedeva di modificare la Costituzione per consentire al Paese di aderire all’Ue. E lo scenario che dalle urne si è aperto – dice oggi mons. Lodeserto – “è estremamente delicato”. 

Mons. Ryabukha (Donetsk), “speriamo in un miracolo”. Ma è il grande freddo dell’inverno a mettere paura

“Che cosa spero io sinceramente? Spero solo in un miracolo di Dio che ha una solo parola, molto chiara: conversione del cuore. Finché non si convertono i cuori, sperare in buona soluzione, è sperare in niente”. Risponde così mons. Maskym Ryabukha, vescovo dell'esarcato greco-cattolico di Donetsk, alla domanda sui tentativi dei “piani di pace” che si discuteranno oggi a Bruxelles alla presenza del presidente ucraino Zelensky. E riguardo ai territori occupati dai russi, il vescovo dice: “Sapete quanti sono i nostri parrocchiani che si trovano dall'altra parte? Sapete quanti di loro sono spariti? E non possiamo neanche chiedere a nessuno dove sono e che fine hanno fatto, perché rischiamo anche noi di sparire solo per aver fatto la domanda. Ma sparire ha solo due direzioni: o carcere con tutte le torture quotidiane di cui purtroppo siamo a conoscenza, oppure morte”.

Russia: card. Zuppi ricevuto oggi a Mosca dal metropolita Antonij di Volokolamsk del Patriarcato di Mosca

Oggi, presso il Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca (Decr), si è svolto l’incontro tra il presidente del Dipartimento, il metropolita Antonij di Volokolamsk, e il presidente della Conferenza episcopale italiana, inviato speciale del Papa per la pace in Ucraina, il cardinale Matteo Maria Zuppi, e la delegazione al seguito, tra i cui membri figurava il nunzio apostolico presso la Federazione Russa, mons. Giovanni D’Agnello. A dare conto dell’incontro è il servizio di comunicazione del Dipartimento del Patriarcato di Mosca.

Deportazione ebrei. Edith Bruck: “Far morire di fame l’odio dentro di noi e alimentare quel poco di bene che c’è sempre”

Ricordare la deportazione degli ebrei di Roma, avvenuta 81 anni fa, il 16 ottobre del 1943, in un momento storico divenuto drammatico per la guerra che sta infiammando il Medio Oriente, dopo il 7 ottobre dello scorso anno. “È tornato tutto l’odio come un boomerang”, dice la scrittrice testimone della Shoah, in questa intervista al Sir. E aggiunge: “Mi rifiuto di essere pessimista perché c'è del buono nel mondo, sempre. Anche nei momenti più bui, c'è sempre un po’ di luce”

Dialogo cattolici e ebrei: vescovi italiani, “la nostra missione è quella di far germogliare speranza e costruire comunità”

“La nostra missione è quella di far germogliare speranza e costruire comunità”. È la “proposta” contenuta quest’anno nel messaggio che i vescovi italiani hanno scritto per la 36ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebra il 17 gennaio 2025 ed avrà per titolo: “Pellegrini di speranza”.

Libano. Vincent Gelot (Œuvre d’Orient): “Paese al collasso totale, i bisogni sono multifattoriali e in tutti gli ambiti”

Vincent Gelot, responsabile regionale dell’Œuvre d'Orient per i paesi Libano e Siria, fa il punto da Beirut sull’emergenza umanitaria in corso nel Paese. Sono 1.200.000 gli sfollati interni per un Paese di 6.000.000 di abitanti. Significa che il 20% della popolazione libanese è sfollata. Oltre tutto, il Libano ha già accolto 2.000.000 di profughi siriani. A questo si aggiunge una crisi economica che va avanti da anni e una crisi politica senza presidente e un governo funzionante. Preoccupa la tenuta degli ospedali e la gravissima situazione dei villaggi cristiani nel sud del Paese

Nuovi cardinali. Mons. Vesco (Algeria): “È il riconoscimento ad una Chiesa piccola, di periferia, in dialogo con tutti”

Mons. Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri, è nella lista dei dei 21 prelati che riceveranno la berretta cardinalizia l'8 dicembre a Roma. “La mia nomina era inimmaginabile”, confessa al Sir: “Non so perché lo abbia fatto e non lo saprò mai. Ma quello che vedo, è l’attenzione di Papa Francesco per le periferie, per il dialogo interreligioso e con l'Islam. Questa nomina giustifica anche un impegno di tutto il mio episcopato a favore dell’accoglienza dei divorziati risposati, a favore della sinodalità, a favore di un maggiore spazio dato ai laici e alle donne nella Chiesa”