Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Focolari. Al via il convegno ecumenico “Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo”

Più di 250 fedeli di 20 Chiese cristiane, provenienti da oltre 40 Paesi di 4 continenti, si sono dati appuntamento a Castel Gandolfo (Roma) per un convegno ecumenico che si svolgerà dal 26 al 29 marzo. È promosso dal Movimento dei Focolari. Intervista a Sandra Ferreira Ribeiro: “Oggi ci sono tante situazioni mondiali che ci fanno sentire impotenti, portano lo sgomento. Ma sappiamo dalla storia che la persona umana porta con sé un potenziale di cambiamento. Bisogna svegliare questo potenziale”. Avere speranza è credere che “è possibile rovesciare una situazione che sembra irreversibile” 

Sisci, “in un mondo armato, essenziale la diplomazia disarmata dalla Santa Sede”

“Oggi più che mai servirebbe uno spazio per la Santa Sede. Proprio perché tutti si armano per sedersi al tavolo dei negoziati, diventa tanto più importante il ruolo di un protagonista come quello della Santa Sede. Una diplomazia disarmata, indipendente perché non legata in alcun modo a patti politici paralleli e disinteressata a interessi economici. La Santa Sede è estranea a tutti questi equilibri. È un vero e autentico ricercatore di pace esterno e quindi, in teoria potrebbe giocare un ruolo di mediazione, di ragionevolezza”.  

Operazione Colomba a Kherson. “Si fanno accordi ma le persone non contano niente”

Alberto Capannini, responsabile di Operazione Colomba, Corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, racconta l’effetto che fanno da Kherson, a pochi chilometri dal fronte, le notizie che arrivano dalle diplomazie internazionali. Dalle trattative sulle terre rare alle telefonate tra i “grandi” leader della terra. “L’idea che passa -  dice - è che le persone non contano niente. Contano solamente i potenti. Tanto meno sei potente, tanto meno conti”.  “La risposta che vogliamo dare noi a questa violenza – aggiunge - è una gestione comunitaria della vita vissuta sotto il peso della guerra, rimanendo il più possibile a fianco delle persone”.

ReArm Europe. Mons. Pezzi (Mosca): “La pace in Europa oggi non può andare in questa direzione”

L’arcivescovo di Mosca: “Sono rimasto molto amareggiato dalle parole volte al riarmo che ho sentito. Capisco le preoccupazioni che i leader europei possono avere, però mi sembra che non abbiamo imparato nulla dalla storia. E la storia ci indica che deve restare il rispetto della dignità della persona e dei popoli in primo piano. Ora, andare verso un riarmamento – comprendendo tutte le necessità di una difesa – non è la strada da percorrere. La pace in Europa oggi non può purtroppo andare in questa direzione”

Diplomazia per la pace. Chernov (politico), “Ucraina sia protagonista del suo destino”

Sergii Chernov, politico ucraino di Kharkiv, analizza i tentativi in atto tra Unione Europea e gli Stati Uniti di Trump di porre fine alla guerra. "Mi provoca un grande dispiacere vedere che si sta organizzando il destino dell'Ucraina senza gli ucraini. Se funzionasse il diritto internazionale questo non succederebbe. Bisogna trovare meccanismi internazionali che siano realmente capaci di difendere i diritti dell'uomo e la legittimità dei confini".

Dallo sport alle Università. Kharkiv non si arrende. “Rinasceremo dalle ceneri”

C’è una parte dell’Ucraina che non ha smesso di credere nel futuro e opera, nel silenzio, per renderlo già da oggi possibile. Nonostante i droni, gli allarmi e i missili. Siamo andati a conoscere questo popolo di uomini, donne, giovani che lavora a più livelli. Dallo sport all’università, nelle accademie di arte e design, negli istituti per il turismo e l’alberghiero. Lo fanno anche se le loro sedi sono state colpite dai missili e sono ancora in parte demoliti. “Kharkiv è come una fenice”, dice Anatoliy Huba, vice rettore dell'Accademia dello sport. “Saprà risorgere dalle ceneri”.