“Nel mondo di oggi esistono molti strumenti giuridici, almeno formalmente, come le Convenzioni di Ginevra che definiscono il trattamento dei prigionieri, sia militari sia civili, oppure dei feriti gravi. Abbiamo anche le Nazioni Unite. Abbiamo diversi Paesi che vengono chiamati potenze mondiali oppure aspirano a diventare tali. Ma rispetto a tutti questi strumenti è come se si sbriciolassero di fronte alla realtà della guerra, incapaci di prevenirla e di fermarla”.
Papa Francesco ha terminato l’udienza generale di questa mattina con un nuovo accorato appello: “Non dimentichiamo la martoriata Ucraina che soffre tanto. Non dimentichiamo il Myanmar, il Sud Sudan, il Nord Kivu e tanti Paesi che sono in guerra. Preghiamo per la pace. E non dimentichiamo la Palestina e Israele. Che ci sia la pace!”. E nel giorno in cui si commemora san Pio X, ha rivolto un pensiero speciale ai catechisti: “Sono, in alcune parti del mondo, i primi a portare avanti la fede. Preghiamo oggi per i catechisti, che il Signore li faccia coraggiosi”
Sono aumentati del 44% i crimini d’odio anticristiani in Europa. È quanto denuncia l’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (Oidac Europe) nel suo ultimo rapporto annuale.
“Oggi i civili continuano a subire i tragici effetti della guerra in numerosi contesti. Porre fine alla fornitura di armi alle zone di conflitto è essenziale per proteggere i civili e sostenere il diritto internazionale”.
Nei quattro anni trascorsi dall’inizio della campagna elettorale del 2020, la repressione in Bielorussia non si è fermata; al contrario, la situazione è peggiorata in modo critico. È quanto emerge da un “Rapporto” riepilogativo pubblicato oggi da Viasna, un’organizzazione non governativa per i diritti umani fondata nel 1996 dall’attivista premio Nobel Ales’ Bjaljacki che si trova attualmente in stato di detenzione.
Scambio di messaggi tra Papa Francesco e i giovani del Vicariato apostolico dell’Anatolia che hanno deciso quest’anno di raggiungere per la Festa dell’Assunzione la parrocchia di Santa Maria di Trebisonda, dove il 5 febbraio del 2006 è stato ucciso don Andrea Santoro. “Andate sempre avanti con gioia e speranza, impegnandovi a costruire un mondo più giusto, più fraterno e più bello. Non scoraggiatevi”, ha scritto loro il Papa. E i giovani gli hanno risposto: “La Chiesa in Turchia rimane viva e continua a vivere con il vostro sostegno. Avervi accanto a noi aumenta il nostro coraggio”
Tensione altissima, soprattutto nelle zone di confine. Il Sir ha raggiunto telefonicamente mons. Maksym Ryabukha, vescovo ausiliare dell'esarcato greco-cattolico di Donetsk. “Per noi ormai è chiaro che la pazzia dell'occupazione russa non ha limiti. Non sai mai fino a dove possono spingersi”, dice. “Ma è chiaro anche che non possiamo fermarci allo stupore degli eventi. Dobbiamo comunque continuare a vivere”. “Speriamo che a vincere sia la buona ragione”