Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Regno Unito: non cessa lo stato d’allerta. Jrs UK: “Non siamo un Paese di razzisti. Il futuro si costruisce sulla solidarietà”

È tornata la calma nelle città britanniche dopo una settimana di disordini e violenze in tutto il Paese. Ma lo stato di allerta non è rientrato. Liam Allmark, responsabile delle comunicazioni del Jesuit Refugee Service UK, fa il punto della situazione. “Le manifestazioni di solidarietà, che ci sono state negli ultimi giorni, sono importanti perché hanno fatto vedere che c’è una parte della società britannica che sta dalla parte dei migranti e respinge ogni forma di razzismo”. Ma il Rfs chiede al governo di mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire che le persone siano al sicuro

Regno Unito: attacco a Southport e disordini in tutto il Paese. Vescovi inglesi, “condanna alla violenza”, solidarietà ai migranti

Netta condanna dei vescovi inglesi per gli atti di violenza all’insegna purtroppo anche dell’odio contro i migranti e i musulmani che si sono scatenati nelle città del Regno Unito da gruppi dell’ultradestra dopo la strage di tre bambine imputata al raptus di un 17enne a Southport, vicino a Liverpool, e la successiva ondata di “fake news” diffuse sui social media. 

Libano. Fady Noun (giornalista): “Nessuno vuole la guerra ma cominciamo a temere una escalation”

Voci da un Libano che piange le sue vittime più piccole uccise nell’attacco israeliano alla periferia meridionale della capitale. “Beirut oggi è come ogni giorno”, racconta Fady Noun, giornalista libanese indipendente. “Il Paese, in questo momento, vive un momento di paura e apprensione. Perché non vogliamo un'escalation ma cominciamo a temere che alcuni limiti siano stati superati. Questo è il trauma”. Il governo mercoledì si è riunito con urgenza per dire che il Libano non vuole la guerra e per dare formalmente mandato al ministro degli Esteri di allacciare tutti i contatti necessari per evitare un'escalation

La preghiera per la pace ieri al Santuario di Berdychiv. Padre Mykhalkiv, “è la diplomazia del dialogo”

“Quello che è stato importante per tutti noi è vedere la grande serenità del cardinale. Una serenità che proviene dalla fede. Una serenità che ci ha dato speranza, sostegno, vicinanza. E’ la serenità di chi capisce che cosa succede, ma sa trasformare nella fede questa condivisione in speranza”. A raccontare al Sir come è andata ieri la Messa celebrata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nel santuario della Madonna del Carmine, a Berdychiv, è padre Ruslan Mykhalkiv, rettore del Seminario della diocesi di Kyiv-Zhytomir. “Non mi sento uno specialista e non saprei distinguere i diversi tipi di diplomazia che esistono. Per quello però che ho visto e capito, proverei a dire che è una diplomazia di dialogo, che cerca sempre e in qualche modo di trovare un posto in cui sia possibile parlare e cercare di capire l'altro”.

Rielezione Metsola e von der Leyen. Mons. Crociata (Comece): “L’Unione riparta dall’ascolto dei popoli e dalla ricerca della pace”

L’augurio di mons. Crociata, presidente dei vescovi Ue, a Roberta Metsola rieletta presidente del Parlamento europeo e a Ursula von der Leyen scelta di nuovo come presidente della Commissione europea. “Siamo speranzosi che l’esperienza maturata dalle due figure apicali le renda più sicure e determinate nell’agire più a fondo nelle questioni cruciali che l’Unione europea si trova ad affrontare in questo frangente piuttosto complesso della vicenda europea e di quella internazionale”

Papa Francesco: “tregua” per i Giochi Olimpici “nella speranza di una risoluzione dei conflitti”

“I Giochi Olimpici sono, per loro natura, portatori di pace e non di guerra. È con questo spirito che l’Antichità stabilì saggiamente una tregua durante i Giochi e che l’epoca moderna tenta regolarmente di riprendere questa felice tradizione. In questo periodo travagliato in cui la pace nel mondo è seriamente minacciata, auspico vivamente che tutti abbiano a cuore di rispettare questa tregua nella speranza di una risoluzione dei conflitti e di un ritorno alla concordia. Che Dio abbia pietà di noi! Illumini le coscienze di coloro che detengono il potere sulle gravi responsabilità che incombono su di loro, conceda agli operatori di pace il successo nei loro sforzi e li benedica”.

La storia di Oksana, moglie di un prigioniero. Torture, stupri e l’agonia di essere bruciato vivo. “Non è una guerra. È un genocidio”

“Non è una guerra tra l’Ucraina e la Russia. Questa è la guerra tra il bene e il male”. È un racconto degli orrori quello di Oksana Stomina, scrittrice di Mariupol, autrice del libro “Lettere non spedite”. Sono indirizzate al marito. Non lo vede dal 16 marzo 2022. Di professione faceva il portuale. Quando sono arrivati i russi, si è arruolato volontario nell’’esercito. Da allora di lui non sa più nulla. E’ stato preso, processato ingiustamente, messo in prigione. La lista degli “orrori” subiti dai prigionieri è lunghissima, oltre ogni immaginazione.

Il popolo della pace a Kyiv. Moretti (Mean): “Sono passi di una diplomazia dal basso”

Si è conclusa ieri l’XI missione del Movimento europeo di Azione nonviolenta a Kyiv, con un incontro al Palazzo di Ottobre dove i partecipanti italiani insieme ai referenti ucraini hanno affrontato in diversi gruppi di lavoro alcuni temi complessi sulla pace. Dai “corpi civili di pace europei” alla “Commissione per la verità e la riconciliazione”, al ruolo del dialogo interreligioso ed ecumenico, fino alla delicatissima ferita dei “traumi di guerra”