Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Preghiera per la pace a Kiev: “La guerra è contro Dio e non ha mai scuse”

Un’invocazione di pace ieri sera in piazza Santa Sofia di Kyiv, cuore religioso del Paese. Sul palco si alternano vescovi cattolici e greco-cattolici, rappresentanti delle Chiese armeno apostolica, gli avventisti del Settimo Cielo, gli evangelici ma anche ebrei e membri della Comunità islamica. Ad animare l’iniziativa ci sono i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni che con il Progetto Mean (Movimento europeo non violento) sono arrivati a Kyiv per dire con la loro presenza che il popolo ucraino non è lasciato solo. A seguire virtualmente dall’Italia, 25 “piazze” dal Nord al Sud del Paese. “Chi è venuto oggi a Kiev – ha detto il nunzio apostolico mons. Kulbokas - si assume la guerra sulle proprie spalle. Significa dire: 'Quando attaccate l'Ucraina, state attaccando e aggredendo anche noi'”

Mons. Kulbokas (nunzio): “L’attacco all’ospedale di Kiev è un monito alle coscienze: la guerra va fermata”

Il nunzio apostolico sull’attacco all’ospedale pediatrico di Kyiv: “Mi sono chiesto in questi giorni, durante la messa, che significato abbia un attacco così. Mi è venuta in mente una risposta. Questi momenti così brutali possono scuotere le coscienze in modo che sia chiaro a tutti che la guerra non va tollerata in nessun modo. Non ci possono essere spiegazioni, motivi, giustificazioni di nessun tipo. La guerra va fermata. Va fermato l'aggressore”

Tra le macerie dell’Ospedale pediatrico di Kyiv. Direttore sanitario: “Non ci arrenderemo alla morte”

Prima tappa della missione Mean a Kyiv, l’ospedale Okhmatdyt, il più grande istituto pediatrico dell’Ucraina colpito lunedì 8 luglio da un missile russo che ha centrato il reparto di dialisi e il reparto di rianimazione. Il direttore sanitario della struttura racconta cosa è successo durante l’attacco, l’eroismo dei medici, la solidarietà dell’intera città ma soprattutto la forza di rialzare la testa e riportare a piena funzionalità la struttura. Gli attivisti italiani hanno ascoltato, visitato i luoghi del disastro in silenzio. Poi si sono presi per mano ed hanno recitato la preghiera universale del Padre Nostro

Ucraina. In partenza 100 attivisti italiani per Kyiv: prima tappa, l’ospedale pediatrico bombardato

100 attivisti italiani in partenza oggi per Kyiv, mercoledì 10 luglio, per una nuova missione (l’undicesima) del Mean, il Movimento europeo di azione nonviolenta. Comincerà con una visita all’ospedale pediatrico “Okhmatdyt” di Kiev colpito lunedì 8 luglio da un missile russo. “Siamo sempre più convinti – dice Angelo Moretti, portavoce del Mean – che l’Europa non possa essere presente solo sulla stampa, sui media o nelle parole dei governi o nell'esercito. Serve assolutamente una presenza fisica di vicinanza alla popolazione che soffre”

Effetto sorpresa alle urne. Goubert (giornalista), “ha vinto chi non ha ceduto alla tentazione degli estremi”

Guillaume Goubert, ex direttore del quotidiano cattolico francese "La Croix": "questo risultato elettorale è stato ottenuto grazie a quello che chiamiamo il 'front républicain', vale a dire persone che hanno votato per candidati che non erano i loro. Ci sono elettori di destra che hanno votato per candidati di sinistra. Ci sono elettori di sinistra che hanno votato per candidati di destra. E lo hanno fatto perché volevano evitare il Fronte Nazionale. Quindi è assolutamente necessario che il potere politico che emergerà da queste elezioni, tenga conto di questa situazione e cerchi elementi di consenso tra coloro che rifiutano gli estremismi".

Comece: documento della “Rete Giovani” sulle “sfide digitali” per aiutare le famiglie ad un consumo rispettoso della dignità umana

In risposta alla rapida trasformazione digitale che sta colpendo le società europee, la “Youth Net” – la Rete Giovani – della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (Comece) ha pubblicato un documento, intitolato “Digital Challenges for Families in Europe”, in cui si sottolinea “la necessità che i decisori politici dell’UE diano priorità ai valori della famiglia e dell’etica cristiana nell’era digitale”.