Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Sri Lanka. Card. Ranjith (Colombo): “Dimissioni presidente necessarie per un deciso cambio di direzione del Paese”

Scende di nuovo in campo il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo. Le dimissioni del presidente Gotabaya Rajapaksa sono essenziali – dice – per “un cambio deciso di direzione di questo Paese”. “Una decina di anni fa – ricorda l’arcivescovo - il Paese stava relativamente bene. Oggi è completamente crollato con un’economia che è andata a zero. Non ci sono soldi, non ci sono riserve per comprare benzina e gas, mancano i beni di prima necessità per una vita normale. Tutto è fermo”  

Giappone: morto l’ex premier Shinzo Abe. Padre Lembo: “C’è sgomento, non era mai successo un attacco simile contro un politico”

L’ex primo ministro è restato vittima questa mattina di un attentato a Nara dove un uomo di 41 anni lo ha colpito con due colpi di arma da fuoco mentre stava pronunciando su un piccolo podio per strada il suo discorso a sostegno di un candidato del Partito Liberal Democratico. Abe è stato il più longevo primo ministro del Giappone, avendo ricoperto tale carica una prima volta da settembre 2006 a settembre 2007 e una seconda volta dal 26 dicembre 2012 al 16 settembre 2020. “In queste ore il Giappone è sotto choc”, racconta al Sir il missionario del Pime

Le bombe frenano la “carovana della pace” di luglio ma non gli aiuti e la solidarietà

È stata rimandata la partenza dall’Italia della terza “carovana della pace”, prevista per il 14-18 luglio, con destinazione Odessa e Mykolaiv. A farlo sapere al Sir sono i promotori dell’iniziativa, la rete #Stopthewarnow, che coordina oltre 175 associazioni, movimenti e enti italiani. Reduci da due “spedizioni” ad aprile e a giugno, carichi di aiuti umanitari e volontari, le associazioni hanno dovuto fermarsi. Don Tonio Dell’Olio, presidente della Pro Civitate Christiana, spiega: “Non abbiamo mai fatto un’attività o preso un’iniziativa che non sia stata concordata con i partner locali”

L’11 luglio in 150 alla Marcia per la pace a Kiev: “Siamo tutti ucraini, siamo tutti europei”

Lunedì 11 luglio, 150 rappresentanti di 35 movimenti e associazioni italiani andranno a Kiev per una “Marcia per la pace”. All’iniziativa ha aderito anche l’Azione Cattolica. Domenica 10 luglio, alla vigilia della manifestazione, saranno collegate con Kiev 15 piazze italiane ed europee (una a Londra) dove altri 500 attivisti faranno sentire la propria voce e il proprio sostegno alla società civile ucraina. A Kiev, ad accogliere i partecipanti ci saranno anche il sindaco e il vice sindaco della capitale ucraina e il nunzio apostolico. “Non siamo pacifisti ideologici”, spiega Riccardo Bonacina, direttore del settimanale Vita e tra i promotori del Progetto Mean

Ucraina. Ferrara (diplomatico): “Legittima difesa è ora prioritaria ma la prospettiva di un dialogo è fondamentale”

“Tornare a Helsinki, tornare alla prospettiva di un dialogo credibile, è fondamentale. Purtroppo non siamo ancora lì, ma questo è il modo concreto politico-internazionale per declinare l’appello del Papa per la pace e a favore di una soluzione del conflitto che sia pacifica, giusta, concordata, sostenibile e stabile nel tempo. Uno degli strumenti può essere una Conferenza internazionale, da convocare quando sarà il tempo e quando ci saranno le condizioni, per riportare pace ma anche cooperazione e sicurezza in Europa”. A parlare è Pasquale Ferrara, dal maggio 2021 direttore generale per gli Affari politici e di sicurezza del Ministero degli esteri

Kazakistan: in attesa di Papa Francesco. Mons. Dell’Oro (Karaganda), “per dire al mondo che la pace è un dono di Dio”

Si lavora alla visita di Papa Francesco in Kazakistan, nonostante le incertezze e le ultime defezioni. Il vescovo di Karaganda, mons. Adelio Dell'Oro, racconta al Sir che a Nur-Sultan c’è stato un incontro della commissione che organizza il viaggio del Papa con i vescovi locali, dell’Asia Minore, dell’Azerbaigian, dell’Afghanistan. Il Papa parteciperà al VII Congresso mondiale dei leader delle religioni mondiali e tradizionali che si terrà il 14 e il 15 settembre nella capitale kazaka

Hong Kong. P. Milanese: “A 25 anni dal ritorno alla Cina, si parla tanto di economia ma poco di democrazia e diritti”

Il 1° luglio 1997, ad Hong Kong, la bandiera britannica viene ammainata per sempre. Al suo posto vengono issati i vessilli della Repubblica Popolare Cinese e la bandiera di Hong Kong. È l’inizio di un nuovo percorso storico per la città e i suoi abitanti. Nonostante le restrizioni anti-Covid, per le cerimonie di commemorazione, è arrivato ad Hong Kong il presidente cinese Xi Jinping e le sue prime parole sono “prosperità e stabilità a lungo termine”. Ma in questi giorni Hong Kong è una città blindata