“La gente viene messa sugli autobus, ma molti spariscono. Spariscono i pulmini dove sono caricate le persone e nessuno sa ora dove li hanno portati. C’è la possibilità che siano andati nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Questi corridoi sono pericolosissimi per la gente perché non si sa dove portano, chi riesce a passare e dove finiscono”.
Clima di timore e tensione a Chişinău e in tutta l’area sud al confine con l’Ucraina. Preoccupano i bombardamenti su Odessa, l’instabilità della Transnistria e soprattutto la vicinanza della data del 9 maggio, il Giorno della Vittoria sul nazismo, il V-day, che il presidente Putin sfrutterà per dimostrare alla Russia e al mondo la potenza militare del Paese. Ieri in Transnistria c’è stato un nuovo tentativo di distruggere le antenne dell'emittente radiotelevisiva mentre nella regione autonoma della Gagauzia, a sud della Moldova, è stata votata una legge che consente l’uso della striscia di San Giorgio e di altri simboli filo-russi in vista delle celebrazioni 9 maggio. Visita oggi del presidente del Consiglio europeo Charles Michel in Moldova dove ha incontrato la presidente Maia Sandu e visitato un centro per rifugiati ucraini a Chişinău
Mons. Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente dei vescovi russi, commenta al Sir il desiderio confidato da Papa Francesco oggi in una intervista al Corriere della Sera di andare a Mosca ad incontrare il presidente Putin: “Sappiamo benissimo che in tutti questi anni si è sempre detto che non c’erano le condizioni. Ma la situazione che si è venuta a creare in Ucraina scompagina radicalmente le carte in tavola”
L'attacco missilistico russo compiuto nel pomeriggio su Odessa ha colpito una chiesa ortodossa. Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso e un'altra ragazza adolescente è stata ferita gravemente. Come era successo per gli attacchi precedenti, anche questa volta pare che l’edificio religioso fosse situato vicino a una struttura militare. “Ma i missili russi non sono così precisi”, osserva da Odessa don Roman Krat. La città si trova in una posizione strategica nell’Ucraina meridionale. E la popolazione locale sta cominciando a guardare con preoccupazione la data del 9 maggio, Giornata della Vittoria
È stato il presidente ucraino in persona, Volodymyr Zelensky, ad annunciare ieri in un discorso video alla nazione l’evacuazione di circa 100 civili dall'acciaieria di Azovstal, a Mariupol. Si tratta di un gruppo di donne e bambini, anche piccolissimi. Un’operazione complessa e delicata gestita dal Comitato internazionale della Croce Rossa e dalle Nazioni Unite. “È difficile per me dire qualcosa in questo momento”, confida al Sir il parroco di Mariupol
Terzo “fact checking” sulle “informazioni” pubbliche false riguardanti la Santa Sede pubblicato sul sito della nunziatura apostolica di Kiev. Oggi il “fact checking” riguarda un articolo pubblicato sul sito http://kyiv-pravosl.info/ in cui si insinua che nel 2019 Papa Francesco ha regalato a Putin una medaglia-ricordo “L’Angelo della Pace” come una specie di premio. “Falso”, scrive la nunziatura di Kiev.
Piantare un albero come segno di speranza per la primavera che inizia, come gesto di guarigione dalle ferite della guerra, come cura di una terra devastata anche dal punto di vista ambientale.
Il confitto ucraino visto a Chisinau, tra paura per il coinvolgimento nell’invasione russa, l’incertezza per il futuro, l’incognita Transnistria e soprattutto il duro colpo su una povertà già strutturale. Siamo nel “Paese delle badanti”, dove lo stipendio medio nella capitale è di 300 euro al mese e dove l’emigrazione rappresenta per molti l’unica via d’uscita
“Ogni occupazione porta un male. La chiesa sta soffrendo come tutti i civili di Kherson. La chiesa cattolica è stata sempre perseguitata in Russia per questo oggi prega per l’indipendenza dell’Ucraina, prega per tutti coloro che hanno soffrendo e continuano a soffrire a causa delle occupazioni e della guerra”.