Maurizio Calipari

Maurizio Calipari

Cosa cambia dopo la sentenza della Consulta sul suicidio assistito

Alcune domande, semplicemente elencate: le limitate condizioni cliniche indicate per la non punibilità dell’aiuto al suicidio resteranno tali o si amplieranno, per non discriminare altre tipologie di “sofferenze”? Chi dovrà verificarle? A chi toccherà attuare le manovre di “assistenza” al suicidio, visto che i medici stanno già manifestando a gran voce il loro dissenso e la loro indisponibilità (a norma di codice deontologico) a tale prassi? Ci si fermerà alla fattispecie del suicidio assistito o si finirà per includere, senza ipocrisie, anche l’eutanasia vera e propria (che con sospetto tempismo, già in queste ore, viene riproposta in nuovi ddl alla Camera)?

Suicidio assistito: il cortocircuito dei media su una apertura (che non c’è stata) del Comitato di bioetica

Per i mezzi di comunicazione, informare è un dovere essenziale, un servizio imprescindibile perché il pubblico possa conoscere la realtà degli accadimenti e farsene un'opinione; ancor più quando si tratta di temi sensibili e decisivi, quali quelli connessi alla dignità della vita umana, della malattia e della sofferenza, della morte. Perciò, riteniamo di avere il diritto di pretendere correttezza e aderenza alla verità da parte di chi, per attività e impegno professionale, ci racconta le cose. Magari, dopo essersi accertato che le sue parole coincidano con la realtà!