C’è il richiamo al “sogno” nel messaggio di Papa Francesco per la 57ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal titolo “Parlare col cuore. ‘Secondo verità nella carità’ (Ef 4,15)” che ricorre il 21 maggio. Sognare non è una fuga dalla realtà e dalla responsabilità ma è osare percorsi inediti, profetici, per condividere con l’altro le gioie e le preoccupazioni, le fatiche e le speranze. Per far nascere domande sul senso della vita di fronte allo scorrere quotidiano di immagini, parole, pensieri. Sognare una comunicazione che ascolta e parla con il ritmo del cuore può apparire molto distante dall’accavallarsi e dall’annullarsi di onde mediatiche in spazi antichi e moderni
C’è il richiamo al “sogno” nel messaggio di papa Francesco per la 57° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dal titolo “Parlare col cuore. ‘Secondo verità nella carità’ (Ef 4,15)” che ricorre il 21 maggio.
L’Intelligenza artificiale nel suo spaziare ovunque rilancia interrogativi che vanno dritti alla coscienza del giornalista come a quella del destinatario del suo lavoro.
I Papi a partire da Leone XIII, ricorda mons. Gallagher, si sono spesi per invitare i cristiani e le comunità cristiane ad assumere responsabilità di pensiero, di proposta e di azione.
I “tessitori” di relazioni sono stati sostituiti da comunicatori di parole sradicate dal terreno dello studio, dell’ascolto, della riflessione e del discernimento.