Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

A Lampedusa le suore accolgono i migranti al molo. Suor Antonietta Papa, “siamo una presenza di ascolto e un ponte con la comunità”

Per le suore che vivono a Lampedusa e accolgono i migranti che sbarcano, il Giubileo che si apre tra pochi giorni è “speranza, perdono e riconciliazione, prima con noi stessi e poi con gli altri”. Il loro auspicio è che sia uno stimolo per “porre fine alle tragedie del mare”. Lo dice al Sir suor Antonietta Papa, della Congregazione Figlie di Maria Missionaria, responsabile del progetto dell’Uisg "Migranti in Sicilia".

Associazione Carta di Roma, cala a picco l’attenzione di quotidiani e tg ma il 41% degli italiani percepisce ancora l’immigrazione come “minaccia alla sicurezza”

Nel 2024 le prime pagine dei quotidiani italiani vedono una diminuzione del 42% di articoli sulla questione migratoria, i tg di prima serata registrano invece un -41%. E' probabile che temi come il conflitto russo-ucraino e quello israelo-palestinese, le elezioni europee e statunitensi, abbiano determinato il calo di attenzione. Controcorrente è il quotidiano Avvenire, che continua a distinguersi per il maggior numero di articoli pubblicati che parlano di migranti e migrazioni. Sono i dati che emergono dal XII Rapporto dell'Associazione Carta di Roma, realizzato insieme all'Osservatorio di Pavia, presentato oggi a Roma

Diritto d’asilo. Migrantes: “In Italia 414mila rifugiati, lo 0,7% della popolazione”. Da inizio anno 109.000 richieste (+32%) ma meno sbarcati (-61%)

A fine anno saranno oltre 130 milioni le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni nel mondo, una cifra in continuo aumento. In Europa più di 1,5 milioni di richieste d’asilo sono state presentate durante il 2023 e i primi nove mesi del 2024 (+20%). Sembra esserci però una inversione di tendenza nei primi dati del 2024, con 449.000 richieste e un calo del 5%. In Italia nei primi otto mesi del 2024 hanno chiesto una qualche forma di protezione internazionale 109.000 persone, una cifra in aumento (+32%). È quanto emerge dall'ottavo Report sul diritto d'asilo presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes

Caritas, sono 52 i conflitti nel mondo, 4 ad altissima intensità. Record di vittime (oltre 170.000) e violazioni sui bambini

Presentato oggi a Roma l'ottavo Rapporto sui conflitti dimenticati di Caritas italiana “Il ritorno delle armi. Guerre del nostro tempo”. Sono 52 gli Stati del mondo che vivono situazioni di conflitto armato (erano 55 nel 2022). Aumenta il numero di guerre ad altissima (da 3 a 4) e alta intensità (da 17 a 20) e il numero dei morti: 170.700, il più alto dal 2019. Tragico è il dato record sul numero di bambini uccisi e menomati: 11.649 nel 2023, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Tocca il picco massimo anche il numero di bambini rapiti: 4.356 nel 2023, in maggioranza maschi. Quasi 300 milioni di persone nel mondo dipendono dagli aiuti umanitari, mentre il numero di rifugiati nel mondo è più che raddoppiato

Haiti di nuovo nel caos. Maurello (Avsi): “I civili si stanno organizzando contro le gang, rischio guerra civile”

“Prima le bande trovavano consenso nei quartieri popolari, ora sono contro la popolazione. Stanno provando a prendere il territorio e avanzare verso la parte alta della città. Notiamo sempre di più fenomeni di auto-organizzazione di civili nelle varie comunità, che si frappongono tra l'area delle bande e l'ultima zona espugnabile di Pétionville. La preoccupazione principale in questo momento è che sia il preludio di una guerra civile”. A parlare da Port-au-Prince è Flavia Maurello, rappresentante Paese della Fondazione Avsi

Carcere. Caritas italiana: “Favorire misure alternative, accoglienza e reinserimento lavorativo e sociale”

“Giustizia e speranza: la comunità cristiana tra carcere e territorio” è il tema del convegno in corso oggi a Roma, organizzato da Caritas italiana. Una occasione per interrogarsi sul ruolo delle comunità cristiane rispetto al mondo del carcere, sia all’interno delle mura, sia nei territori. I due terzi delle 217 Caritas diocesane sono infatti impegnate nell’ambito della giustizia

Caritas: una persona su 10 in povertà assoluta. In dieci anni “aumento ininterrotto” e boom di famiglie povere al Nord (+97,2%)

Il Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia 2024 diffuso oggi da Caritas italiana: negli ultimi dieci anni il numero di poveri assoluti è salito dal 6,9% della popolazione nel 2014 al 9,7% del 2023, pari a 5 milioni 694 mila persone (2 milioni e 217 mila famiglie, l’8,4% dei nuclei). Il dato sulla povertà minorile di 1 milione 295 mila bambini poveri (il 13,8%) è ai massimi storici. In questi dieci anni sono raddoppiate anche le famiglie povere residenti al Nord (+97,2%), passando da 506mila nuclei familiari a quasi un milione. L’osservatorio dei centri di ascolto e servizi Caritas conferma i dati Istat: negli ultimi dieci anni il numero di persone sostenute è aumentato del 41,6% e del 5,4% nel 2023 rispetto all’anno precedente. La Caritas chiede di ripristinare “un sistema di sostegno universale e continuativo che eviti l’esclusione delle tante persone in povertà assoluta” in Italia

Oltre 6 milioni gli italiani nel mondo, l’unica Italia che cresce. 89.462 expat nel 2023 (+9,1%)

Nel 2024 il 54,2% dei 6,1 milioni di italiani all'estero vive in Europa (più di 3,3 milioni, di cui oltre 2,5 milioni nell’Ue a 15), il 40,6% in America (oltre 2,4 milioni, di cui 2 milioni in quella centro-meridionale), oltre 167 mila in Oceania (2,7%), più di 78 mila in Asia (1,3%) e 70 mila in Africa (1,1%). Tra gli 89.462 italiani che si sono iscritti all’Aire nel 2023 con motivazione “espatrio” la maggior parte sono giovani e giovani adulti ma aumentano gli over 65 (+12,9%), con la variazione più consistente (+14%) tra chi ha tra i 65 e i 74 anni. Partono anche gli immigrati dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e nel mondo è boom di acquisizioni di cittadinanza per discendenza, oltre 20.000 provvedimenti in due anni. La Fondazione Migrantes chiede nel rapporto di "estendere e non limitare la cittadinanza"

Sud Sudan. La delegazione di Caritas italiana tra i profughi a Malakal: “La priorità assoluta è la pace”

Una delegazione di Caritas italiana guidata dal direttore don Marco Pagniello è in questi giorni in viaggio in Sud Sudan e Kenya. Caritas italiana sta supportando la Chiesa locale con l’8 per mille e con le donazioni per l’emergenza in Sudan. Finora ha già impegnato mezzo milione di euro. Caritas Malakal distribuisce quotidianamente cibo (farina, olio, sale e legumi) nel campo profughi temporaneo di Malakak, dove arrivano mille profughi sudanesi ogni settimana. Li abbiamo raggiunti telefonicamente in Sud Sudan