Nel 2022 gli interventi di aiuto della rete Caritas sono stati 3,4 milioni, per una media di 13,5 prestazioni per assistito/nucleo (la media del 2021 era di 6,5). Nei centri di ascolto e servizi informatizzati (complessivamente 2.855) sono state supportate 255.957 persone, ossia l’11,7% delle famiglie in povertà assoluta, l’1% delle famiglie residenti. Gli stranieri sono il 59,6%. I lavoratori poveri che si rivolgono alla Caritas sono il 22,8% dell’utenza. Nei primi sei mesi del 2023 emerge un calo del numero di assistiti del 2,3% e dei nuovi ascolti (-7,2%); si irrobustiscono le povertà croniche (+9,6%), il numero di persone sole (+5,4%) e divorziati (+ 3,2%); le persone senza dimora in dodici mesi sono aumentate del +12,3%. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia 2023 di Caritas italiana, presentato oggi a Roma
Sarà inaugurato a Roma il 10 novembre, in una struttura adiacente le mura del carcere minorile di Casal del Marmo, il "Pastificio Futuro", che produrrà pasta secca di qualità e sarà una opportunità di inserimento lavorativo per tanti ragazzi e ragazze. La pasta "Futuro" sarà distribuita nei supermercati e nei ristoranti. Il progetto è stato possibile anche grazie al contributo dell’8 per mille della Cei e della Caritas italiana. Ne parla al Sir il cappellano, don Nicolò Ceccolini
Cresce l'Italia fuori dall'Italia. Al 1° gennaio 2023 i connazionali iscritti all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) sono 5.933.418, il 10,1% dei 58,8 milioni di italiani residenti in Italia. I nati all’estero sono cresciuti, dal 2006, del +175%, le acquisizioni di cittadinanza del +144%, le partenze per espatrio del +44,9%, i trasferimenti da altra Aire del +70%. Ma se prima del Covid le iscrizioni all’Aire in un anno arrivavano anche a 260 mila e più del 50% erano per espatrio, gli espatri ora stanno diminuendo: dal 49,3% del 2021 su oltre 222 mila iscrizioni al 42,8% del 2022 su oltre 195 mila iscrizioni. Nel 2022 si sono iscritti all’Aire per “espatrio” solo 82.014 italiani. E' quanto emerge dal Rapporto Italiani nel mondo 2023, curato dalla Fondazione Migrantes
Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana hanno presentato questa mattina a Roma i risultati e gli sviluppi del programma “Aiutare chi aiuta” che interviene a contrasto delle povertà con interventi capillari su tutto il territorio italiano.
È stato presentato la settimana scorsa al Teatro Garbatella di Roma il documentario "Scegliere di emigrare" realizzato dalla Cooperativa Sophia, che da 10 anni lavora nell'inclusione dei migranti e in progetti educativi nelle scuole, tra cui quelle di Dakar, in Senegal. Il documentario è frutto di un progetto avviato nel 2020 che ha coinvolto almeno 6.000 studenti senegalesi, in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma e la Fondazione Migrantes
Un terzo delle famiglie povere in Italia è straniero, ma le famiglie straniere sono solo il 9 per cento del totale nel nostro Paese. Se si è stranieri, si ha cinque volte la probabilità di vivere in povertà assoluta rispetto a un italiano
Nel 2021 nel mondo erano 281 milioni i migranti, ossia il 3,6% della popolazione mondiale, in aumento rispetto al 2019 (272 milioni). "Liberi di scegliere se migrare o restare" è il titolo del XXXII Rapporto Immigrazione 2023 di Caritas italiana e Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma. Le donne straniere si stanno adeguando agli stili di vita italiani, per cui invecchiamento e calo del numero di figli saranno le dinamiche del futuro che caratterizzeranno l’Italia. Qui i principali dati
Secondo i dati ufficiali sono almeno 2.445 i morti accertati e 2.440 i feriti a causa del terremoto di magnitudo 6,3 del 7 ottobre nella provincia di Herat, in Afghanistan. Presente sul campo è Yahya Kalilah, capo del programma in Afghanistan di Medici senza frontiere. L'organizzazione medico-umanitaria, che già supportava l'ospedale regionale di Herat, ha allestito 5 tende mediche dove sta curando i feriti, oltre 540 fino ad oggi. Molti di loro, soprattutto donne e bambini, continuano a dormire nelle tende perché hanno perso tutto e non hanno un tetto sotto cui trovare riparo
Dopo il golpe militare del 26 luglio che ha deposto il presidente Mohamed Bazoum, la giunta al potere ha chiesto il ritiro dell'ambasciatore e delle truppe francesi che erano in Niger oramai da anni. L'operazione inizierà in settimana e si concluderà entro fine anno. Parla al Sir da Niamey padre Mauro Armanino, antropologo, etnologo e missionario alla guida di una piccola comunità di cattolici, quasi tutti migranti di origine africana