Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Migrazioni. Un progetto (e un documentario) nelle scuole del Senegal per aiutare gli studenti a capire se partire o restare

È stato presentato la settimana scorsa al Teatro Garbatella di Roma il documentario "Scegliere di emigrare" realizzato dalla Cooperativa Sophia, che da 10 anni lavora nell'inclusione dei migranti e in progetti educativi nelle scuole, tra cui quelle di Dakar, in Senegal. Il documentario è frutto di un progetto avviato nel 2020 che ha coinvolto almeno 6.000 studenti senegalesi, in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma e la Fondazione Migrantes

Caritas/Migrantes: 5 milioni i cittadini stranieri in Italia. In calo i nuovi nati (-28,7% in quasi 10 anni)

Nel 2021 nel mondo erano 281 milioni i migranti, ossia il 3,6% della popolazione mondiale, in aumento rispetto al 2019 (272 milioni). "Liberi di scegliere se migrare o restare" è il titolo del XXXII Rapporto Immigrazione 2023 di Caritas italiana e Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma. Le donne straniere si stanno adeguando agli stili di vita italiani, per cui invecchiamento e calo del numero di figli saranno le dinamiche del futuro che caratterizzeranno l’Italia. Qui i principali dati

Terremoto in Afghanistan. Kalilah (Medici senza frontiere): “C’è bisogno urgente di alloggi”. Oltre 2.445 morti e 2.440 feriti

Secondo i dati ufficiali sono almeno 2.445 i morti accertati e 2.440 i feriti a causa del terremoto di magnitudo 6,3 del 7 ottobre nella provincia di Herat, in Afghanistan. Presente sul campo è Yahya Kalilah, capo del programma in Afghanistan di Medici senza frontiere. L'organizzazione medico-umanitaria, che già supportava l'ospedale regionale di Herat, ha allestito 5 tende mediche dove sta curando i feriti, oltre 540 fino ad oggi. Molti di loro, soprattutto donne e bambini, continuano a dormire nelle tende perché hanno perso tutto e non hanno un tetto sotto cui trovare riparo

Niger: i soldati francesi iniziano il ritiro. Il missionario Armanino: “A Niamey appare come grande vittoria sul passato coloniale”

Dopo il golpe militare del 26 luglio che ha deposto il presidente Mohamed Bazoum, la giunta al potere ha chiesto il ritiro dell'ambasciatore e delle truppe francesi che erano in Niger oramai da anni. L'operazione inizierà in settimana e si concluderà entro fine anno. Parla al Sir da Niamey padre Mauro Armanino, antropologo, etnologo e missionario alla guida di una piccola comunità di cattolici, quasi tutti migranti di origine africana

Migranti. P. Ripamonti (Centro Astalli): “A 10 anni dalla tragedia di Lampedusa 27.000 morti e politiche respingenti”

"Si fa di tutto per bloccare le partenze e fare accordi di esternalizzazione, pagando gli Stati perché trattengano le persone, ma non si affronta il nodo centrale che è il salvataggio in mare". Lo dice al Sir padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, che interviene anche su alcuni aspetti dell'ultimo decreto legislativo: "Non credo che la questione della fideiussione sia la soluzione al problema, né un disincentivo a partire ma penalizza e criminalizza quelle persone che non avendo altre alternative hanno dovuto affidarsi ai trafficanti. Sembra quasi che la logica che vige nei centri di detenzione in Libia, pagare per essere liberi, si estenda un po' anche all'Europa". Anche "criminalizzare i minori non aiuta e non servirà a trovare soluzioni di politica migratoria". Sul conflitto tra esecutivo e magistratura in seguito alla decisione di una giudice di Catania di non convalidare il trattenimento di tre tunisini nel centro di accoglienza di Pozzallo commenta: "Le ingerenze non aiutano nessuno perché creano conflitti e non aiutano a risolvere le questioni istituzionali".

Migranti: Landri (Caritas Agrigento), a Porto Empedocle situazione sotto controllo. “Accolti in emergenza minori e donne”

"Ora si respira un po' ma la situazione a Porto Empedocle è speculare a quella di Lampedusa", dice al Sir Valerio Landri, direttore di Caritas Agrigento. Nei giorni di maggiore affollamento nella tensostruttura al molo, Caritas è stata chiamata dalla prefettura per un aiuto: "Abbiamo accolto per un paio di notti due gruppi: 8 donne, tra cui una incinta, con i bambini; e un gruppo con 14 ragazze minorenni che erano state molestate all'interno della tensostruttura". Ora si stanno preparando per affrontare l'eventualità dell'arrivo a piedi ad Agrigento, circa 10 km, dei tunisini da Porto Empedocle. Distribuiranno acqua, cibo e teli termici a chi si troverà in strada, in attesa di prendere un treno verso nord. Intanto la prefettura promette un nuovo hub più organizzato ed efficiente entro novembre.