Parla al Sir da Fiume, in Croazia, padre Stanko Perica, direttore generale del Jesuit refugee service per l’Europa Sud Est: “Attualmente i numeri sono abbastanza alti, come avviene sempre in estate. So che c’è un aumento rispetto all’anno scorso ma non riusciamo a sapere quanti sono. Non ho più sentito di respingimenti a catena tra Italia, Croazia e Bosnia ma ci sono ancora casi di ragazzi picchiati dalla polizia croata"
Le Catholic charities delle Hawaii, con sede centrale ad Honolulu, hanno lanciato unaraccolta fondi on line per aiutare le popolazioni colpite dai devastanti incendi a Lahaina, nell’isola di Maui, dove hanno perso la vita almeno 93 persone e sono andate distrutte circa 3.000 abitazioni.
Tre dei quattro superstiti dell'ultimo naufragio nel Canale di Sicilia, cattolici, di nazionalità ivoriana, hanno chiesto ieri un incontro con il parroco di Lampedusa, don Carmelo Rizzo. Hanno tutti perso un familiare in mare. Gli hanno consegnato mazzi di fiori da mettere sulle bare che sono nel cimitero di Lampedusa e chiesto di pregare per i loro cari. Il racconto al Sir.
“Anche le ultime lacrime per piangere tanti innocenti morti in mare sono finite. Non c’è più spazio nemmeno per le parole di circostanza, troppo spesso dense di ipocrisia. È solo tempo di agire, ripristinando diffusamente i dispositivi di salvataggio in mare delle Ong”.
Il Mediterraneo è un cimitero per i migranti, ma il Nord Africa è un cimitero ben più grande e peggiore: di ritorno dalla Gmg di Lisbona Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione per la situazione nei Paesi africani che affacciano sul Mar Mediterraneo. Delle condizioni dei migranti sub-sahariani in Libia e Tunisia abbiamo parlato con Flavia Pugliese, referente di Terre des hommes per i progetti in Libia, che segue dalla Tunisia a causa del blocco dei visti
"Speriamo la crisi non duri più del dovuto e si possa trovare una via di uscita negoziata e un accordo". Lo dice al Sir da Niamey, capitale del Niger, il missionario padre Mauro Armanino. E' scaduto infatti ieri l'ultimatum dei Paesi dell'Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell'Africa Occidentale, ai golpisti che hanno preso il potere il 26 luglio scorso, deponendo il presidente Mohamed Bazoum. L'Ecowas minaccia un intervento militare se il presidente non sarà reinsediato. Anche i vescovi della Conferenza episcopale del Burkina Faso e Niger hanno lanciato un appello contro l'uso della forza.
"Siamo molto preoccupati per il mancato rinnovo dell’accordo sul grano, che ha permesso l’esportazione di cibo dai porti ucraini ed è servito a calmierare i prezzi del cibo sui mercati globali". A parlare al Sir è Emanuela Cutelli, del World food programme, l'agenzia Onu impegnata nella lotta all'insicurezza alimentare. Grazie a questo accordo da luglio 2022 sono stati movimentati 32 milioni di tonnellate di grano e altri alimenti di base in 45 Paesi. Ora si rischia che aumentino i prezzi dei cibi, con conseguenze drammatiche sui Paesi e territori più fragili, tra qui il Corno d'Africa, l'Afghanistan, lo Yemen, il Medio Oriente
In Italia e nel mondo 1 vittima su 3 di tratta e sfruttamento lavorativo è minorenne. E’ la denuncia contenuta nella XIII edizione del rapporto “Piccoli schiavi invisibili” diffuso oggi da Save the children, in vista della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani che si celebra il 30 luglio.
"Un eventuale blocco completo e definitivo dell'accordo sul grano creerebbe un problema enorme, ecco perché dobbiamo fare un appello veramente forte ad una mediazione, un ripensamento, senza attendere troppo". A parlare dello stop della Russia all'accordo per l'export del grano ucraino attraverso i porti del Mar Nero è Paolo Beccegato vicedirettore e responsabile dell'area internazionale di Caritas italiana