Microcredito sociale, alloggi, trasferimento di anziani e persone sole nei nuovi luoghi di vita, aiuto a sgomberare le case alluvionate, attività di animazione con i bambini e i ragazzi nelle parrocchie, sostegno psicologico. Oltre alla distribuzione di beni di prima necessità già in corso nelle Caritas delle diocesi di Cesena-Sarsina, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Imola e Ravenna-Cervia più colpite dalle alluvioni dei giorni scorsi, sono queste le iniziative che Caritas italiana intende promuovere nei prossimi mesi. Ne parla al Sir don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, di ritorno da una visita a Faenza
Non regge la tregua di una settimana che era stata decisa il 20 maggio a Gedda, in Arabia Saudita. A Khartoum sono ripresi gli scontri e i bombardamenti aerei tra l'esercito regolare e le Forze paramilitari di supporto rapido (Rsf). Al confine con il Sud Sudan stanno arrivando centinaia di migliaia di profughi che le Caritas locali stanno aiutando con beni di prima necessità e alloggi temporanei. La Caritas di Malakal, ad esempio, ha messo a disposizione un battello sul Nilo per mettere in salvo i profughi. Ce ne parla Fabrizio Cavalletti, di Caritas italiana
In Emilia Romagna, nei paesi colpiti dai forti nubifragi e dalle frane dei giorni scorsi perdura una situazione difficile, soprattutto per chi ha visto le proprie abitazioni o attività lavorative sommerse dal fango e ha perso tutto. Anche se la situazione meteo sembra migliorare, restano parti di città e molte case allagate.
Un appello al governo congolese e alle organizzazioni umanitarie in favore delle vittime delle alluvioni del 4 maggio nel territorio di Kelehe, nel Sud Kivu, Repubblica democratica del Congo, è stato lanciato a nome della Conferenza episcopale del Congo (Cenco) dal presidente, monsignor Marcel Utembi Tapa, arcivescovo di Kisangani.
Caritas Bukavu, che dista 70 km dai villaggi di Bushushu e Nyamukubi nella regione del Sud Kivu, nella Repubblica democratica del Congo, sta procedendo alle prime evacuazione dei sopravvissuti delle inondazioni del 4 maggio. Ma sono pochissime le organizzazioni umanitarie presenti sul posto. Il direttore di Caritas R.D. Congo Boniface Nakwagelewi Ata Deagbo racconta al Sir una situazione disastrosa, con la mancanza di cibo, acqua e farmaci. Anche la comunità cattolica è coinvolta nella tragedia
In relazione a quanto avvenuto ieri pomeriggio in zona Città Studi a Milano, Caritas ambrosiana precisa che nel ritrovamento del cadavere di una neonata, avvenuto in un cassonetto gestito dalla cooperativa Città e Salute (che aderisce alla rete Riuse), non sono stati convolti operatori della cooperativa stessa. “Abbiamo appreso con sgomento dai media la triste notizia – commenta Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –.
Si è concluso oggi a Salerno il 43° Convegno nazionale delle Caritas diocesane che ha riunito dal 17 al 20 aprile 660 delegati da 173 diocesi. Intervista a don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, che propone un "piano di corresponsabilità" a livello nazionale contro le povertà e sul piano educativo in cui "la Caritas si fa facilitatrice, perché le sfide possiamo affrontarle solo insieme"
“Ho delle perplessità, come cittadino e come vescovo, quando sento parlare di stato di emergenza e di togliere la protezione speciale. Penso che sia importante il confronto per cercare di trovare le soluzioni alle questioni delle politiche migratorie, mettendo da parte pregiudizi e approcci ideologici”.
Sono 660 i delegati di 173 Caritas diocesane presenti in questi giorni a Salerno al 43° Convegno nazionale in corso dal 17 al 20 aprile. Il tema su cui riflettere: "Agli incroci delle strade. Abitare il territorio, abitare le relazioni"