Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Niger: i soldati francesi iniziano il ritiro. Il missionario Armanino: “A Niamey appare come grande vittoria sul passato coloniale”

Dopo il golpe militare del 26 luglio che ha deposto il presidente Mohamed Bazoum, la giunta al potere ha chiesto il ritiro dell'ambasciatore e delle truppe francesi che erano in Niger oramai da anni. L'operazione inizierà in settimana e si concluderà entro fine anno. Parla al Sir da Niamey padre Mauro Armanino, antropologo, etnologo e missionario alla guida di una piccola comunità di cattolici, quasi tutti migranti di origine africana

Migranti. P. Ripamonti (Centro Astalli): “A 10 anni dalla tragedia di Lampedusa 27.000 morti e politiche respingenti”

"Si fa di tutto per bloccare le partenze e fare accordi di esternalizzazione, pagando gli Stati perché trattengano le persone, ma non si affronta il nodo centrale che è il salvataggio in mare". Lo dice al Sir padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, che interviene anche su alcuni aspetti dell'ultimo decreto legislativo: "Non credo che la questione della fideiussione sia la soluzione al problema, né un disincentivo a partire ma penalizza e criminalizza quelle persone che non avendo altre alternative hanno dovuto affidarsi ai trafficanti. Sembra quasi che la logica che vige nei centri di detenzione in Libia, pagare per essere liberi, si estenda un po' anche all'Europa". Anche "criminalizzare i minori non aiuta e non servirà a trovare soluzioni di politica migratoria". Sul conflitto tra esecutivo e magistratura in seguito alla decisione di una giudice di Catania di non convalidare il trattenimento di tre tunisini nel centro di accoglienza di Pozzallo commenta: "Le ingerenze non aiutano nessuno perché creano conflitti e non aiutano a risolvere le questioni istituzionali".

Migranti: Landri (Caritas Agrigento), a Porto Empedocle situazione sotto controllo. “Accolti in emergenza minori e donne”

"Ora si respira un po' ma la situazione a Porto Empedocle è speculare a quella di Lampedusa", dice al Sir Valerio Landri, direttore di Caritas Agrigento. Nei giorni di maggiore affollamento nella tensostruttura al molo, Caritas è stata chiamata dalla prefettura per un aiuto: "Abbiamo accolto per un paio di notti due gruppi: 8 donne, tra cui una incinta, con i bambini; e un gruppo con 14 ragazze minorenni che erano state molestate all'interno della tensostruttura". Ora si stanno preparando per affrontare l'eventualità dell'arrivo a piedi ad Agrigento, circa 10 km, dei tunisini da Porto Empedocle. Distribuiranno acqua, cibo e teli termici a chi si troverà in strada, in attesa di prendere un treno verso nord. Intanto la prefettura promette un nuovo hub più organizzato ed efficiente entro novembre.

Lampedusa: Damiano (arcivescovo di Agrigento), “sconvolti dalla morte del neonato, aiutare l’isola nella gestione di flussi massicci”

"Un ulteriore dramma che sconvolge e tocca le nostre corde emotive": così monsignor Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, commenta al Sir la morte di un neonato di 5 mesi in prossimità del molo di Lampedusa. Da mezzanotte si contano 36 sbarchi per un totale di 1.627 persone. L'hotspot ora ospita oltre 6.000 persone, molti sono ancora sul molo in attesa di sistemazione. L'arcivescovo lancia un appello alle istituzioni per chiedere di aiutare Lampedusa e commenta le chiusure delle frontiere annunciate da Germania e Francia: "L'Europa ha le porte chiuse. E' grave".

Terremoto in Marocco. Belaid (ActionAid): “Ancora molta gente dorme all’addiaccio, c’è urgente bisogno di alloggi, coperte e farmaci”

Parla dal Marocco Tifwat Belaid, senior programme manager di ActionAid, che opera nel Paese da una ventina d'anni a Rabat e Tangeri, per proteggere i diritti delle donne giovani e migranti. L'organizzazione umanitaria ha già inviato un team nelle zone colpite dal terremoto e mobilitato i partner locali. Al momento stanno valutando i bisogni e distribuendo i primi aiuti. "Servono coperte per proteggersi dal freddo, rifugi e farmaci per i malati che si trovano isolati e senza cure", dice al Sir. Intanto è salito il bilancio ufficiale dei morti, almeno 3.000, con 5.530 feriti

Migranti: Impagliazzo (Comunità Sant’Egidio), “Europa aiuti finanziariamente l’Italia nei salvataggi”. Le proposte per la migrazione

“Basta morti in mare, la priorità è salvare vite umane. L’Europa si disinteressa e scarica tutto sull’Italia. Sui salvataggi in mare l’Europa deve essere messa di fronte alle proprie responsabilità, aiutando finanziariamente l’Italia. I fondi ci sono”: è la prima delle proposte per una immigrazione regolare illustrate oggi da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in una conferenza stampa a Roma.