Sono 58 i rifugiati siriani arrivati oggi all'aeroporto di Fiumicino dai campi profughi del Libano e 15 i richiedenti asilo iracheni, somali e congolesi provenienti dai campi della Grecia. Tra loro vi sono 24 bambini. Il corridoio umanitario rientra nel protocollo tra Comunità di Sant'Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese, in accordo con i Ministeri dell'Interno e degli Esteri. Da febbraio 2016 ad oggi tutti i corridoi umanitari, finanziati dalle Chiese cattoliche e protestanti, hanno permesso a 6.091 persone di raggiungere l'Europa in sicurezza. L'Italia ne ha accolti 5321.
È stato reso noto oggi in tutto il mondo il Rapporto 2022-2023 di Amnesty international, che offre in 575 pagine una panoramica globale, Paese per Paese, della situazione dei diritti umani nel mondo: in 87 Stati (56%) ci sono state proteste di massa per l'aumento dei prezzi e i tagli alla spesa pubblica. In 80 Paesi su 156, il 54%, c'è stato un uso illegale della forza nei confronti dei manifestanti pacifici e in almeno 94 Stati (60%) maltrattamenti in molti casi equivalenti a torture. In 29 Stati sono state emesse nuove norme per limitare le proteste, che si aggiungono ai 67 Paesi del 2021. Sono stati arrestati manifestanti in almeno 79 Stati (51%), ci sono state uccisioni illegali in almeno 33 Stati (21%) e usate armi legali durante le proteste in almeno 35 Stati (22%). Pari preoccupazione c'è per l'uso di armi meno letali in 67 Stati (43%).
Nell'hotspot di Contrada Imbriacola a Lampedusa la situazione è molto critica. Oltre 1500 persone su una capienza di 400 posti letto, nonostante i continui trasferimenti via nave e aerei. Tra questi vi sono 70 bambini con i genitori e 300 adolescenti non accompagnati, come riferisce al Sir da Lampedusa Lisa Bjelogrlic, coordinatrice del progetto nazionale di frontiera di Save the children. I minori provengono prevalentemente da Costa d'Avorio, Guinea Conakry, Mali e Senegal e dalla Tunisia, alcuni dall'Africa orientale. La maggior parte sono partiti dalla Tunisia. Tra il 23 e il 27 marzo sono sbarcate in Italia 6.564 persone e il bel tempo fa prevedere che le partenze non si arresteranno.
Sembra reggere la tregua de facto iniziata nell'aprile 2022 in Yemen. Ma la situazione generale, nel nono anno di conflitto, è sempre gravissima: l'80% dei 30 milioni di abitanti sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, tra l'altro sottofinanziati dalla comunità internazionale. Almeno 4,5 milioni di persone sono sfollate all'interno del Paese. Federica Ferraresi, di Medici senza frontiere, racconta al Sir di una sanità al collasso e delle grandi sofferenze della popolazione, in una delle crisi più dimenticate al mondo.
“Domenica scorsa la chiesa era vuota. Gli africani sub-sahariani hanno paura di uscire di casa, anche chi ha i documenti in regola". Lo dice al Sir da Tunisi padre Léonce Zinzéré, vicario generale dell’arcidiocesi di Tunisi. La crisi economica e alcune dichiarazioni del presidente Kaïs Saïed hanno scatenato la caccia agli irregolari e fomentato un clima di ostilità e violenza. “Alcune persone che conosco, uomini e donne, hanno subìto aggressioni fisiche e verbali”, conferma il sacerdote. Perciò tanti sono pronti a rischiare la vita in mare per venire in Europa. Insieme ai tunisini, che fuggono per la mancanza di lavoro e opportunità in patria
“Nel ragionare sul fenomeno delle migrazioni va sempre tenuto presente che si tratta di un fenomeno globale e complesso. Soluzioni semplici non ne esistono e tuttavia le soluzioni vanno ricercate e rese possibili”.
“È stato un mese difficile e duro. Questa sofferenza e questa tragedia hanno toccato personalmente tutto il nostro personale. Alcuni di noi hanno perso le loro case, i loro amici, le loro chiese, altri dormono ancora nelle loro auto. Tuttavia, ogni giorno abbiamo continuiamo a trarre forza da questo dolore e ad usarlo come un motore di cambiamento. Un cambiamento in cui crediamo e che è alla base della missione della Caritas, per aiutare sempre gli ultimi e i dimenticati anche in questa tragedia”.
Con l'arrivo dei fondi del Pnrr le realtà del Terzo settore possono offrire un grande contributo per migliorare il welfare italiano, perché conoscono bene il territorio e i bisogni delle persone più fragili. Per questo è auspicabile il loro coinvolgimento nel dialogo e confronto costante con il governo. La disponibilità c'è, come sempre. Lo confermano al Sir Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo settore e don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana.
Parla al Sir da Iskenderun, in Turchia, John Farhad Sadredin, direttore di Caritas Anatolia. Da ieri hanno iniziato ad accogliere gli sfollati nelle stanze dell'episcopio che si sono salvate dalla distruzione, al contrario della cattedrale. Ora chiederanno alle autorità locali il permesso di distribuire cibo caldo e coperte in due zone della città. Qui la comunità cattolica è piccolissima, nemmeno 120 persone. Ma gli aiuti vengono forniti indistintamente a tutti.