Patrizia Caiffa

Patrizia Caiffa

Yemen. Ferraresi (Msf): “I bambini non muoiono più sotto le bombe ma di fame e dissenteria”

Sembra reggere la tregua de facto iniziata nell'aprile 2022 in Yemen. Ma la situazione generale, nel nono anno di conflitto, è sempre gravissima: l'80% dei 30 milioni di abitanti sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, tra l'altro sottofinanziati dalla comunità internazionale. Almeno 4,5 milioni di persone sono sfollate all'interno del Paese. Federica Ferraresi, di Medici senza frontiere, racconta al Sir di una sanità al collasso e delle grandi sofferenze della popolazione, in una delle crisi più dimenticate al mondo.

In Tunisia gli africani sub-sahariani hanno paura ad uscire di casa per il clima di ostilità. Tanti pronti a tentare la traversata

“Domenica scorsa la chiesa era vuota. Gli africani sub-sahariani hanno paura di uscire di casa, anche chi ha i documenti in regola". Lo dice al Sir da Tunisi padre Léonce Zinzéré, vicario generale dell’arcidiocesi di Tunisi. La crisi economica e alcune dichiarazioni del presidente Kaïs Saïed hanno scatenato la caccia agli irregolari e fomentato un clima di ostilità e violenza. “Alcune persone che conosco, uomini e donne, hanno subìto aggressioni fisiche e verbali”, conferma il sacerdote. Perciò tanti sono pronti a rischiare la vita in mare per venire in Europa. Insieme ai tunisini, che fuggono per la mancanza di lavoro e opportunità in patria

Terremoto in Turchia e Siria: Longo (Caritas), “è stato un mese difficile e duro ma sarà motore di cambiamento”. Il bilancio degli aiuti

“È stato un mese difficile e duro. Questa sofferenza e questa tragedia hanno toccato personalmente tutto il nostro personale. Alcuni di noi hanno perso le loro case, i loro amici, le loro chiese, altri dormono ancora nelle loro auto. Tuttavia, ogni giorno abbiamo continuiamo a trarre forza da questo dolore e ad usarlo come un motore di cambiamento. Un cambiamento in cui crediamo e che è alla base della missione della Caritas, per aiutare sempre gli ultimi e i dimenticati anche in questa tragedia”.

Il contributo del Terzo settore per migliorare il welfare italiano. Pallucchi (Forum) e Pagniello (Caritas), “pronti al dialogo”

Con l'arrivo dei fondi del Pnrr le realtà del Terzo settore possono offrire un grande contributo per migliorare il welfare italiano, perché conoscono bene il territorio e i bisogni delle persone più fragili. Per questo è auspicabile il loro coinvolgimento nel dialogo e confronto costante con il governo. La disponibilità c'è, come sempre. Lo confermano al Sir Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo settore e don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana.

Terremoto in Turchia e Siria. Sadredin (Caritas Anatolia): “Accolti 75 sfollati nell’episcopio. Siamo senza acqua, luce e riscaldamento”

Parla al Sir da Iskenderun, in Turchia, John Farhad Sadredin, direttore di Caritas Anatolia. Da ieri hanno iniziato ad accogliere gli sfollati nelle stanze dell'episcopio che si sono salvate dalla distruzione, al contrario della cattedrale. Ora chiederanno alle autorità locali il permesso di distribuire cibo caldo e coperte in due zone della città. Qui la comunità cattolica è piccolissima, nemmeno 120 persone. Ma gli aiuti vengono forniti indistintamente a tutti.

Nella rete anti-tratta anche 15 giovani da tutto il mondo. Una settimana di iniziative

Oggi si celebra la IX edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta, voluta da Papa Francesco nel 2015. Per l'occasione la rete delle religiose Thalitha Kum che riunisce oltre 3.000 suore, amici e partner ha coordinato l'evento che coinvolge tante organizzazioni e riunito a Roma decine di partecipanti, tra cui 15 giovani da tutto il mondo. Stamattina hanno incontrato in udienza Papa Francesco. Tante le iniziative, tra cui una maratona di preghiera on line, flash mob contro la tratta, sensibilizzazione sui social e un appello finale. Le testimonianze di alcuni giovani partecipanti, impegnati in prima linea nella lotta alla tratta di persone nei rispettivi Paesi

Il vescovo Carlassare (Rumbek): “9 giorni di cammino con 60 giovani per incontrare il Papa a Juba”

Dopo l'incontro di stamattina con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati, le consacrate e i seminaristi presso la cattedrale di Santa Teresa, Papa Francesco saluterà anche i giovani pellegrini giunti a piedi a Juba dalla diocesi di Rumbek insieme al loro vescovo, monsignor Christian Carlassare. Il missionario comboniano racconta al Sir questi 9 giorni di cammino e descrive le sue speranze per il Sud Sudan

Don Piumatti (missionario per 50 anni nel Nord Kivu), “schiacciati dalla presenza opprimente dei gruppi armati. A Goma non arriva cibo”

Mentre il Papa è a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, dove resterà fino al 3 febbraio prima di partire per il Sud Sudan, nel Nord Kivu continua la violenza dei gruppi armati, che causano instabilità e insicurezza nella regione per il controllo delle risorse. Ogni settimana muoiono decine di persone durante attacchi sulle strade. La popolazione si fa giustizia da sé quando sospetta implicazioni. A Goma, al centro del conflitto, in questi giorni c'è molta paura perché le due arterie principali che portano alla città sono state bloccate dal movimento M23. La popolazione rischia di morire di fame per mancanza di rifornimenti. Lo racconta al Sir don Giovanni Piumatti, missionario fidei donum della diocesi di Pinerolo che ha vissuto 50 anni nei villaggi di Lukanga e Muganga, nella diocesi di Butembo-Beni.